Liberi consorzi, che caos! – Video

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Una riforma che è valsa copertine e prime pagine, servizioni sui media nazionali ma che nei fatti non solo ancora non è neanche lontanamente vicina al suo pieno compimento ma tra i pochi risultati concreti ha prodotto solo tanta confusione. La riforma delle Province siciliane, con l’abolizione dei nove enti e la creazione di città metropolitane e liberi consorzi tra comuni è ancora solo un grande punto interrogativo, a pochi giorni dalla scadenza dei 180 giorni, prevista il 24 Settembre, per l’adesione dei comuni ai consorzi. Di certo, per ora, a parte la confusione, c’è che si dovrà tornare in aula all’Ars, dove il governo dovrà portare la vera  riforma delle Province, un nuovo disegno di legge che,oltre a ridisegnare su carta la geografia siciliana, dovrà rendere operativo il trasferimento delle funzioni dei vecchi enti ai Liberi consorzi e alle città metropolitane. Difficile che succeda, tanto per il clima politico che si respira attorno a Palazzo d’Orleans, col governo Crocetta sempre più prigioniero di contraddizioni e lotte intestine, quanto perché i sei mesi transitori che stanno per scadere si sono rivelati inutili o quasi.

Per quanto riguarda il consorzio dei Nebrodi, quello che dovrebbe racchiudere i 56 comuni tra Patti e Tusa, la situazione, come nel resto della Sicilia, è di grande caos.  Da una parte il blocco dei Comuni della Vale dell’Halaesa, che sembrano decisi a traslocare ad Enna. In cinque, Capizzi, Reitano, Mistretta, Santo Stefano Camastra e Pettineo hanno già deliberato il trasferimento, altri sembrano pronti a farlo. Dall’altra i centri del versante tirrenico nebrodieo, che comunque non vedono a rischio il quorum minimo di 150 mila per la costituzione del consorzio anche con la fuoriuscita dei dissidenti dell’Halaesa. Dalla scorsa estate si sono susseguiti gli incontri ed i tavoli tecnici alla provincia dove si sta lavorando su due fronti, quello della bozza di statuto del consorzio e quelle delle proposte migliorative da proporre all’Ars quando la legge tornerà in aula. Intanto Domenica è prevista un’assemblea pubblica a Caronia alla presenza dei rappresentanti dei vari comuni nebrodei. Si discuterà per cercare di evitare la fuoriuscita dal consorzio di altri centri.

Morosito