Brolo: “La Cassa depositi e prestiti rivuole subito indietro i soldi dei mutui”

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Non si placa a Brolo la polemica sui debiti e sull’ipotesi di dissesto. Dopo il consiglio comunale e la mozione presentata dalla minoranza per chiedere le anticipazioni ai sensi del Dl 66 per pagare imprese e professionisti, intervene l’amministrazione comunale. “Le responsabilità di questo scempio vanno ricercate nella gestione scellerata dei passati 17 anni di vita amministrativa – afferma il sindaco Irene Ricciardello che annuncia anche che “la Cassa Depositi e Prestiti ci chiede indietro i fondi di tutti i mutui erogati per opere fantasma, che non sono solo tre ma ben sei”. “Ai fondi del Dl 66  – prosegue il sindaco – non possiamo accedere come affermato dal nuovo revisore dei conti. Lo dice la logica del finanziamento che altro non è che un ulteriore mutuo, che evidentemente noi non possiamo richiedere alla Cassa Depositi e Prestiti che, anzi, rivuole indietro, subito e perentoriamente, quanto ha già dato per opere fantasma e per questo – afferma ancora Irene Riccciardello – dovrò andare, quanto prima, su richiesta degli stessi dirigenti della CDP, a Roma a mediare, a trovare strade per dilazionare il maltolto, per non far perdere la faccia definitivamente a questa nostra comunità, per non depauperare ulteriormente le casse comunali”. Secondo il Sindaco, “l’opposizione, nel suo complesso, farebbe bene, su questo argomento, a tacere, anzichè lanciare sterili e ridicole accuse. Sarebbe un bene , invece, cercare di trovare un punto comune per andare avanti senza fare ulteriori danni, ma è evidente che questa minoranza non ne ha alcuna voglia”. “Noi non siamo in grado oggi di dare – a cento giorni dall’insediamento – risposte certe sui debiti maturati, non siamo in grado di dare un ordine cronologico alla fatture dei creditori, non siamo in grado di dare certezze sulle somme impegnate. Gli uffici annaspano nella ricerca di fatture che escono quasi dal nulla e diventano anche decreti ingiuntivi – afferma il Sindaco di Brolo – fatture mai riscontrate, mai viste, nate sulla scorta di non si da quali atti amministrativi. In questo clima la legge, ed anche il buon senso, ci dice che non possiamo fare nessuna richiesta. Se ne facciano una ragione gli oppositori, quelli dell’aula, dei marciapiedi, dei vili profili anonimi di Facebook”. Sembra segnato il destino del Comune di Brolo: “Siamo sull’orlo del dissesto, inutile negarlo. L’ha detto il precedente revisore, attendiamo che ci diano una risposta, magari una speranza, i commissari regionali che ritorneranno a Brolo la settimana prossima, poi dovremo prendere coscienza, forse pronunciare una sentenza già scritta, ma non da noi. Lo faremo responsabilmente con il consiglio comunale. Lo faremo – conclude il sindaco – se sarà l’ultima spiaggia ma i cittadini devono sapere che manterremo i servizi essenziali, lo stiamo già facendo, tuteleremo le famiglie, i disagiati, i servizi primari, l’istruzione”. Per quanto riguarda le tasse, Irene Ricciardello precisa: “Non è vero che abbiamo applicato il massimo delle percentuali previste dallo stato per la Tasi. A Brolo questo nuovo tributo statale e non comunale inciderà del 2,5 per mille per la prima casa (esente però da Imu) e dell’1 per mille per tutti gli altri fabbricati, quando il massimo applicabile sarebbe stato del 3,3 per mille. E’ vero che molti Comuni, che non hanno avuto la gestione nefasta degli ultimi tre lustri e passa che Brolo ha avuto, si sono permessi il lusso di non applicarla, di ridurla, ma altri l’hanno fatto in maniera più pesante di noi. Noi non potevano far altro, e i cittadini, che certamente comprendono la situazione, sanno che è così”.

 

Morosito