“E pensare che eravamo comunisti”

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Bilancio positivo per la compagnia teatrale “ANSPI” di Rocca di Capri Leone che ha concluso la sua intensa stagione con una serie di consensi che sono valsi a ribadire la qualità artistica di tutti i suoi componenti. E’ stata una stagione estiva che ha superato ogni più rosea previsione, infatti, la compagnia ha attraversato, in lungo ed in largo, il territorio nebroideo, confermando un successo straordinario e stimolante. Ha presentato con l’adattamento e la regia di Lidia Armeli, la profetica commedia di Roberto D’Alessandro: “ E pensare che eravamo comunisti” Lavoro scritto nel 2008, un anno particolarmente segnato da notevoli cambiamenti sociali sia in Italia che nel mondo: il crollo del governo, la forte instabilità politica, la profonda crisi economica e finanziaria degli Stati Uniti, il diffondersi dell’uso dei social network, lo smarrimento dei partiti,  la scomparsa degli ideali politici e dei valori di  legalità. Fra momenti d’ilarità ed anche di commozione, quindi, la famiglia romana rappresentata nella commedia si presta a più profonde riflessioni. Le divergenze politiche fra  i due personaggi, Rinaldo e Giulia, marito e moglie, interpretati brillantemente da Salvatore Piparo e Cettina Germanà dopo trent’anni di matrimonio, provocano un   progressivo distacco nella coppia. I loro due figli, Enrico e Nilde, interpretati magistralmente da Francesco Micalizzi e Veronica Maria Armeli, sono l’emblema delle incertezze e degli equilibri precari, sempre più crescenti nelle famiglie italiane. L’esilarante interpretazione, invece, di Maria è  della bravissima Teresa Carrara e via, via, tutti gli altri personaggi, Cesira, Piero e Cosimo, interpretati ottimamente da Antonella Zingales, Nino Carcione e Roberto Curasì, riflettono il deteriorarsi  della nostra società, per fortuna, con un’apertura alla speranza fondata sul dialogo. Un dialogo, appunto, in seno alla famiglia, un dialogo fra le varie etnie, un dialogo necessario alla politica italiana per compiere azioni vigorose ed energiche per superare lo stallo. Nel contesto della commedia, “per non dimenticare” è stato realizzato un video che ripercorre la storia politica e sociale del nostro “Bel Paese”. Fatti drammatici e personaggi indimenticabili che, nel bene e nel male, hanno segnato la vita di ognuno di noi.­­­­­­­­­­­­­­­­
Merita la citazione, inoltre, il monologo di Franca Rame “ Lo stupro” molto forte ed emozionante, interpretato dalla bravissima Martina Bontempo. Come è noto, l’autrice ideologicamente di sinistra e femminista, fu sequestrata da cinque neo-fascisti con l’ordine di punirla. E’ stato ritenuto anche questo tema di estrema attualità e che ben si contestualizzava  nel messaggio sociale che la compagnia s’impegna a portare avanti.
La scenografia ed i costumi  sono  stati curati scrupolosamente da Rosetta Terribile. Le scene, completate con una galleria di quadri, sono state realizzate da Marisa Pirrotti. Anche in questa occasione è stato sottolineato il dialogo di arte, nell’arte,  fra teatro ed arte pittorica. Due linguaggi culturali che solidarizzano per dare voce a due settori, anch’essi, purtroppo, fortemente in crisi.