Mutui fantasma, dopo la Campo chiede di essere sentita anche la Caranna

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Lo scandalo dei mutui fantasma a Brolo assume sempre di più le sembianze di un pozzo in cui si nascondono ancora tante verità non dette ma anche acque torbide che sanno di depistaggi e vendette politiche e personali. Ora che il sistema che girava intorno al ragioniere Carmelo Arasi sembra cadere a pezzi, anche per l’annunciata collaborazione dello stesso ex dirigente dell’area finanziaria, c’è una vera e propria corsa a raccontare la propria fetta di verità.
A far ripartire il pellegrinaggio in procura per spontanee dichiarazioni è l’ormai celebre verbale attribuito alla componente dell’ufficio ragioneria, Antonella Campo (attualmente ai domiciliari). La dipendente, ha raccontato, durante il suo interrogatorio di garanzia, e successivamente in Procura, di soldi per lavori privati in abitazioni di ex amministratori, di uso improprio del personale precario in segreterie elettorali, di soldi in contanti mai transitati dalle casse comunali e usati per pagare forniture e situazioni interne ai vari uffici. Gran parte di queste vicende, ha raccontato ai giudici la Campo, le avrebbe apprese in maniera confidenziale da colleghi. Tra questi anche un’altra delle dipendenti ai domiciliari, Santa Caranna, che accompagnata dall’avvocato Magistro è tornata per due volte in procura in questi giorni. La prima, chiamata come persona informata sui fatti in base al verbale della Campo, la seconda, spontaneamente. Nulla si conosce circa i contenuti dell’interrogatorio durato quasi tre ore, ma a quanto pare la Caranna avrebbe fornito una versione diversa rispetto alla collega che l’ha chiamata in causa.
Insomma, una sorta di tutti contro tutti mentre la Polizia giudiziaria continua a scavare sui bilanci del comune. In questo contesto incandescente si è appreso che dai computer dell’ufficio ragioneria del Comune di Brolo sono spariti file importanti, gli “accertamenti in entrata”. Una presunta manomissione al sistema informatizzato del comune brolese rilevata pochi giorni fa dall’esperto appena nominato dalla giunta Ricciardello, Filippo Conti. Il ragioniere, scelto per affiancare il nuovo responsabile dell’ara finanziaria Damiano Passarelli, si è accorto che da quegli archivi mancava qualcosa ed ha subito avvertito l’amministrazione che ha poi richiesto un intervento tecnico della società che gestisce il sistema del comune. A quanto sembra la rimozione dei file sarebbe riconducibile a circa due mesi fa. Dell’accaduto l’amministrazione ha subito informato la procura della Repubblica di Patti per tramite dell’avvocato Pipo Mancuso, cui è stato conferito gironi fa l’incarico, a titolo gratuito, di rappresentare l’ente nel procedimento.
Infine, come prevedibile, il Tribunale del Riesame, sulla scorta di analoghe decisioni dei giorni scorsi, ha rigettato i ricorsi di revoca delle misure per gli indagati Giusy Di Leo, Rossella Arasi e Carmelo Arasi.

Morosito