Tindari, la festa tra novità e disagi

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Migliaia di persone hanno gremito Tindari per la festa della Madonna Nera. Fin dalla mattina di ieri una moltitudine di gente si è riversata sul colle per partecipare alla festa. Quest’anno, com’è noto, il percorso della processione è cambiato: è partita dal Santuario, scesa verso la provinciale fino alla parte superiore di Locanda, davanti al parco intitolato a San Giovanni Paolo II°, per poi risalire fino alla piazza ed in chiesa. All’uscita della processione, probabilmente per l’emozione o anche per la calca, tre persone sono state colpite da malore; sono state soccorse dal 118, che aveva sistemato le ambulanza sul colle ed il suo presidio provvisorio a Locanda. Per il resto, tutto è andato bene e le forze dell’ordine, polizia e carabinieri, non hanno segnalato episodi spiacevoli; da registrare in positivo il fatto che la processione non è passata dalla statale 113, rendendo più fluida la circolazione. La viabilità ne ha giovato, seppur ci sono stati inevitabili ingorghi, vista la ressa di gente e di automezzi. E se per la viabilità e l’ordine pubblico c’è poco o nulla da segnalare, registriamo il solito degrado del sentiero “Coda di volpe”, che inizia in una zona divisa tra i comuni di Patti e Oliveri e finisce poco sotto l’ufficio postale di Tindari. Si è presentato all’insegna dei rifiuti, gettati dappertutto; una circostanza vergognosa – oltretutto in un’area che è riservata naturale – che già si è ripetuta alcuni giorni fa, con la denuncia del sindaco di Oliveri, Michele Pino; poi, in tanti, com’è da tradizione, hanno preferito passare attraverso questa scorciatoia e dopo i rifiuti, hanno dovuto fare i conti con l’assenza di manutenzione, vegetazione selvaggia e superficie precaria. Alcuni, recriminando, sono ritornati indietro, altri hanno preferito andare oltre, mettendo a repentaglio la propria incolumità.

di Massimo Natoli