Diciotto comuni “cancellati” dai Nebrodi

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Un’area smembrata col rischio di lasciare fuori pezzi importanti di territorio dall’accesso ai fondi che saranno stanziati per i prossimi sei anni, proprio per rilanciare le aree depresse e montane. Non convince, infatti, la  perimetrazione fatta lo scorso aprile dal Governo Nazionale e nella quale figurano comuni costieri a scapito di numerosi centri dell’interno. Così, ieri pomeriggio, chiamati a raccolta dal  G.A.L. Nebrodi Plus, a Villa Piccolo di Capo d’Orlando, si sono incontrati sindaci ed amministratori dei comuni di Capizzi, San Teodoro, Cesarò, Sinagra, Ucria, Raccuja, Floresta, Santa Domenica Vittoria, Sant’Angelo di Brolo, Ficarra, Novara di Sicilia, Basicò, Tripi, Montalbano Elicona, San Piero Patti, Montagnareale, Librizzi, Piraino, che, ricadenti nel territorio siciliano della Provincia di Messina e, specificatamente, nella macro-area del comprensorio dei Nebrodi, allo stato non sono stati inseriti tra i comuni che costituiscono l’Area Interna Nebrodi.

“Non siamo qui per fare guerre di campanile – afferma Francesco Calanna, presidente del Gal Nebrodi Plus- ma piuttosto per chiedere al Dipartimento per lo sviluppo economico, una riperimetrazione dell’area Nebrodi. E’ assurdo pensare che alcuni comuni costieri, che ospitano già tanti servizi siano inclusi e centri realmente periferici e di aree depresse no.”
“La mappatura finale- spiega ancora Calanna- è influenzata a nostro avviso da due fattori: i criteri con cui selezionare i centri di offerta di servizi e la scelta delle soglie di distanza per misurare il grado di perifericità delle diverse aree. Inoltre le Aree Interne saranno partners privilegiati per la definizione della strategia di sviluppo e la realizzazione dei progetti in essa inclusi”.

Sindaci e amministratori presenti in maniera massiccia a Villa Piccolo hanno quindi sottoscritto un documento unitario per chiedere al Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica del Ministero per l’Economia e al Dipartimento della Programmazione della Regione Siciliana a procedere ad una revisione della perimetrazione dell’Area Interna dei Nebrodi, considerando che “il sistema Nebrodi rappresenta un unico contesto per le specificità storiche, culturali ed economiche del proprio comprensorio e, per permettere l’attivazione dei processi di sviluppo locale attraverso la compartecipazione di tutti i soggetti pubblico / privati operanti sul territorio”.

I sindaci  hanno preannunciato il coinvolgimento dei rispettivi Consigli Comunali per giungere ad una deliberazione di condivisione del documento e, al contempo, al fine di ottenere mandato per proporre eventuali azioni legali a tutela dei propri diritti di autosviluppo ed autodeterminazione, per impugnare gli atti della programmazione regionale difformi dall’ “Accordo di Partenariato” stipulato dallo Stato Italiano con l’Unione Europea.