San Fratello ed i risarcimenti negati

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Hanno perso la casa ma lottano affinchè non perdano almeno la speranza di riavere quanto gli tocca. E’ la drammatica storia, una delle tante purtroppo, di chi a San Fratello ha dovuto fare i conti con la distruttiva frana che ha colpito il centro abitato nel febbraio del 2010.
Carmelo Salanitro e la moglie Benedetta Rotelli vivevano entrambi nel quartiere Stazzone, quello maggiormente devastato dallo scivolamento verso valle del terreno.
Furono tra i primi a dover lasciare la casa e dover cercare un nuovo alloggio. La speranza di poter rientrare svanì ufficialmente il 19 febbraio del 2013 quando, preso atto dell’impossibilità di recuperare l’immobile (il cui valore venne stimato in 121.900 euro), venne decisa la demolizione mentre sul terreno vennero realizzate opere di contenimento.
Dopo mesi di silenzio, quando i proprietari decisero di accedere al risarcimento per acquistare una nuova casa, la Protezione Civile riquantificò il valore dell’immobile in 55.000 euro.
Da allora, denunciano adesso i coniugi con un esposto ed una lettera rivolta alle più alte cariche dello Stato, è stato un susseguirsi di impegni verbali mai mantenuti.
Così, nell’esposto diffidano il dirigente della protezione civile regionale ad esitare con la massima urgenza le pratiche per il risarcimento ed a rispondere anche dell’abusiva occupazione del terreno in cui si trovava la casa demolita.

Morosito