SOS dalla Fondazione Piccolo

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Nuovo grido d’allarme della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella che, insieme alla Fondazione Madralisca di Cefalù, all’associazione Istituto Internazionale del papiro di Siracusa e all’associazione per la conservazione delle tradizioni popolari Museo delle Marionette, ha firmato un appello al presidente della Regione e all’assemblea regionale in cui si evidenzia lo stato di grave sofferenza nel quale versano a causa della gravissima riduzione di risorse finanziarie da parte della Regione Siciliana. Nella lettera si ricorda che la legge regionale 13 luglio 1995, n.51 destinava precisi contributi, “300 milioni di lire alla Fondazione Museo Madralisca di Cefalù, 100 milioni alla Associazione Istituto Internazionale del papiro di Siracusa, 300 milioni alla Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari Museo delle Marionette di Palermo e 300 milioni di lire alla Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella a Capo d’Orlando per il perseguimento dei fini istituzionali”. Ma nel corso degli anni, “sia il dato in valore assoluto (un miliardo di lire), sia i criteri di ripartizione dei fondi assegnati non hanno più rispettato lo spirito e la lettera della legge tutt’ora in vigore”.
Con questa norma, scrivono i quattro enti, il legislatore non ha voluto solo assegnare loro una somma qualificata, ma soprattutto “ha inteso riconoscere e segnalare la peculiarità e la rilevanza nel patrimonio culturale siciliano delle quattro prestigiose Istituzioni che si caratterizzano, tra l’altro, per la consistenza del patrimonio mobiliare ed immobiliare, per la fruibilità dei beni culturali al pubblico e per l’intensa attività culturale svolta”. Il patrimonio di queste eccellenze, si legge nella nota, “implica un impiego di risorse umane e finanziarie notevolissime, finalizzate non solo a garantire la fruibilità dei beni culturali posseduti ma anche la conservazione e il restauro degli stessi”. La fondazione Piccolo e gli altri tre enti, chiedono quindi un incontro urgente “volto al recupero dell’operatività della citata 51/1995 e per scongiurare una gravissima ed irreversibile compromissione dell’integrità patrimoniale degli Enti e della continuità del servizio reso agli studiosi ed alla collettività tutta”.