“Rifugio del Falco”, sette anni dopo

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Morosito

Sono trascorsi 7 anni dal tragico incendio al “rifugio del Falco” di Patti in cui persero al vita 6 persone. Lucia Natoli, dirigente presso il Tribunale dei Minori di Messina; il marito Matteo Cucinotta (sindacalista della Cgil); Costantino Cucinotta, Caterina Maffei e gli impiegati del ristorante Giuseppe Bonpensiero e Tina Scaffidi. Quel giorno, il 22 agosto del 2007, quando le fiamme avvolsero la struttura, nella sala dell’agriturismo era in corso una festa di compleanno, quello di Matteo Cucinotta, con circa cinquanta ospiti, tra cui anche alcuni bambini. Momenti di panico e disperazione, questo il ricordo di chi quel giorno ce l’ha fatta solo per aver scelto la più fortunata via di fuga. A distanza di anni, l’incidente è ancora al centro di polemiche sulle operazioni di soccorso e sugli impianti di sicurezza del locale. Intanto Domani, come ogni anno, alle 9.30, presso l’Istituto Centrale Formazione di Giustizia Minorile di Messina, in Viale Europa, l’Osservatorio Minori “Lucia Natoli” ricorda tutte le vittime del rogo al Rifugio del Falco, sette anni dopo la tragedia. Alle 12 si svolgerà un incontro al Bosco dei Ricordi, sui Peloritani, lì dove è stato piantato nel 2009 un albero per Lucia Natoli e dove si starà insieme successivamente presso l’area attrezzata Ziriò del Parco dei Peloritani. Intanto, il 19 dicembre prossimo, dopo 7 anni di dibattimenti, si concluderà il processo al tribunale di Patti a carico dei cinque imputati: Santi Anzà, titolare dell’Agriturismo, accusato di omicidio colposo plurimo, lesioni aggravate e inosservanza delle disposizioni di legge in materia di prevenzione, sicurezza e salute sul posto di lavoro, il pastore Mariano La Mancusa, accusato di incendio doloso e tre agenti forestali, Antonino Carro accusato di falso in atti pubblici, e Giuseppe Giordano e Gaetano Galletta, accusati di omissione in atti d’ufficio. Una sentenza che arriverà dopo 7 anni ma che non basterà a colmare, per parenti ed amici, il vuoto lasciato dai propri cari.