Salvo Messina respinge ogni addebito

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Morosito

Si è concluso da poco al Tribunale di Patti l’interrogatorio di garanzia dell’ex sindaco di Brolo Salvo Messina, ristretto agli arresti domiciliari. Anche Messina, assistito dagli avvocati Carmelo Occhiuto e Carmelo Peluso, di fronte ai magistrati ha respinto ogni addebito a suo carico dichiarandosi estraneo ai fatti contestati. L’ex primo cittadino brolese ha fornito spiegazioni e documenti sugli accrediti riscontrati nei conti personali, tra cui anche somme, circa 33mila euro, che gli sarebbero state dovute come rimborsi nella qualità di componente dell’Anci Sicilia. Salvo Messina ha quindi giustificato contributi per 98mila euro erogati in favore delle società sportive a lui riconducibili, affermando che quei trasferimenti non hanno mai superato le somme già previste ed approvate nei bilanci del Comune approvati dal consiglio. Al termine dell’interrogatorio, durato circa 2 ore, i legali della difesa hanno preannunciato di voler proporre istanza per la modifica della misura cautelare. Gl’interrogatori proseguiranno per tutta la giornata di oggi con le altre persone sottoposte ai domiciliari mentre ieri aveva già parlato e spiegato la sua versione dei fatti, il ragioniere Carmelo Arasi, l’unica delle persone coinvolte ristretta in carcere a Gazzi. Al termine degli interrogatori si avrà certamente un quadro più completo, saranno notificate le istanze di scarcerazione o proposti i ricorsi al Riesame e l’inchiesta, sempre ché non ci siano altri sviluppi, seguirà il suo percorso giudiziario. Allo stato attuale però il quadro tracciato dagli inquirenti vede la contestazione di pratiche e procedure propedeutiche alla stipula dei mutui con la cassa depositi e presiti, per i quali insieme ad Arasi sono indagati  Mario Messina, progettista e responsabile del terzo settore e Costantino Maniaci, responsabile dell’area affari generali. Delibere “manomesse”, come quella per il Palazzetto dello sport, nella quale, rispetto all’originale, manca la previsione della parziale copertura dell’opera con un finanziamento regionale di 1 milione 200 mila euro. Anche la delibera di giunta d’approvazione dei lavori alla scuola elementare risulta modificata, con l’omissione, nella copia destinata alla Cassa depositi, della suddivisione tra il 17% del totale dei lavori a carico comunale e la copertura del resto da parte della Protezione civile. Per contrada Sirò, invece, si parla di accordi con i proprietari dei terreni da espropriare, mai conclusi. 3 milioni 200 mila euro, dunque, dissolti nel conti del comune. Di 1 milione e 800 mila euro circa si sarebbero perse le tracce, verosimilmente impiegati per il pagamento dell’ordinaria amministrazione. Poi c’è il l milione 400 mila euro di cui parlano gli investigatori. Soldi tracciati sui conti degli arrestati oppure tra i contributi per le società sportive, con mandati però ingiustificati, in alcuni casi ritenuti falsi, o accrediti non dovuti.  Alla procura non tornano quindi i conti a carico dell’ex sindaco Messina, tra indennità di fine mandato 2012 , rimborsi Irpef ed altri prelievi dell’economo. 403 mila euro gli accrediti a favore dello stesso ragioniere Arasi, per indennità di funzione e risultato, salario accessorio o straordinario elettorale, eseguiti con mandati ritenuti ideologicamente falsi o gonfiati. 141 mila euro è la quota accreditata a Santa Caranna, 63 mila euro per Antonella Campo, 155 mila euro per Giusy Di Leo. Sotto la lente anche le movimentazioni di denaro dell’economa Francesca Mondello, mentre l’ex vice sindaco Carmelo Gentile avrebbe percepito una indennità non dovuta di circa 14 mila euro.