Arasi: “Operazioni per evitare il dissesto”

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L’indomani della tempesta, per quanto attesa, c’è tempo, forse troppo, per voltarsi indietro, scrutare le macerie rimaste sotto e soprattutto provare a capire, a dare chiavi di lettura utili. Lo tsunami giudiziario ha sconquassato Brolo con i sette arresti in seguito all’inchiesta sui mutui fantasma. In carcere ci è finito il ragioniere capo del Comune Carmelo Arasi, ai domiciliari l’ex sindaco Salvo Messina, la figlia del ragioniere Rossella Arasi e quattro dipendenti del comune. L’unico legittimato a parlare, l’indomani della tempesta, è proprio colui che gli inquirenti ritengono la figura centrale del sistema che in tre anni ha permesso al Comune di Brolo prima di ottenere illecitamente poi far sparire mutui per 3 milioni e 200 mila euro. Il ragioniere Carmelo Arasi ha risposto stamani a tutte le domande poste nell’interrogatorio di garanzia, svoltosi al Carcere di Gazzi, ed alla presenza dei difensori Carmelo Occhiuto e Maria Americanelli. Arasi ha riconosciuto di fronte al Gip Ines Rigoli, al procuratore capo della Repubblica di Patti, Rosa Raffa ed al pm Bonazinga, semplici irregolarità contabili che avrebbe posto in essere alla scopo di coprire comunque spese legate all’ordinaria amministrazione del Comune, pagamento di stipendi e creditori riconosciuti compresi. “In tal modo ho evitato il dissesto del Comune”, sarebbe stata la dichiarazione messa a verbale nell’interrogatorio. Carmelo Arasi ha quindi rigettato tutte le altre accuse, sostenendo di non aver mai incassato personalmente denaro e che non risultino ammanchi nelle casse comunali. In merito ai versamenti  per circo 100 mila euro sul conto della figlia, Arasi ha spiegato come quei pagamenti sarebbero gli stipendi dovuti alla donna, dipendente della Infotirrenia, società di riscossione crediti per conto del Comune. Quelle mensilità sarebbero state versate direttamente dal  Comune di Brolo come partita di giro previo accordo col responsabile regionale dell’impresa. Nessun altro nome sarebbe dunque stato tirato in ballo da Arasi per cui i legali, almeno per il momento, non hanno proposto istanza di scarcerazione. Si attende adesso l’audizione degli altri soggetti ai domiciliari. Di fronte ai magistrati domani siederà, tra gli altri l’ex sindaco Salvo Messina. A suo conto sono addebitati i reati di falso e peculato. In particolare, come emerge dall’ordinanza cautelare, Salvo Messina avrebbe percepito emolumenti 26 mila euro, tra indennità di fine mandato del 2012 ed altri rimborsi non dovute, mentre altre 21 mila euro sarebbero stati girati a suo favore, per anticipazioni somme, con operazioni di cassa effettuate da una delle dipendenti raggiunte da divieto di dimora. L’ex sindaco dovrà quindi rispondere anche dei contributi intascati dalle società sportive a lui riconducibili. Gli incassi di denaro per indennità non dovute sono contestate anche all’ex vice sindaco Carmelo Gentile mentre per gli altri dipendenti coinvolti si parla di accrediti di somme per non meglio giustificati rimborsi ed anticipazioni somme