Brolo: un paese parallelo come bancomat

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Ecco qua il “paese parallelo” che era stato creato a Brolo: una città dentro la città in cui il denaro pubblico veniva gestito allegramente, come un bancomat senza limite di prelievo. Sono diversi i filoni dell’indagine che oggi hanno portato all’emissione di 7 ordinanze di custodia cautelare e di complessivi 15 indagati. Non si parla solo di mutui fantasma, non solo di mutui accesi con la cassa depositi e prestiti per realizzare opere pubbliche che mai hanno visto la luce. Si parla anche di mandati di pagamento incassati da personale dipendente e erogazione “forzata” dei contributi alle società sportive. Tutto inizia nel settembre di un anno fa quando, sulla scorta di un’inchiesta del “Sole 24 ore”, l’ex minoranza consiliare presentò una interrogazione all’allora sindaco Salvo Messina per chiedere lumi sul mutuo per un milione e 700mila euro erogato dalla cassa depositi e prestiti per la realizzazione di un palasport. Palazzetto di cui però non vi era traccia.  Il 10 ottobre, la stessa minoranza guidata dall’attuale sindaco Irene Ricciardello e dall’attuale vicesindaco Gaetano Scaffidi Lallaro, presentò un esposto alla Procura perché si indagasse su questa vicenda che riguardava non solo il palasport, ma anche l’adeguamento sismico della scuola elementare del centro, gli espropri dell’area artigianale e alloggi di edilizia residenziale pubblica. Di concreto e reale c’erano solo i soldi, oltre 4 milioni, erogati dalla cassa depositi e prestiti. Tutto il resto era fumo. Agli atti del Comune non esistevano né le delibere, né gli stati d’avanzamento lavori, né le fatture e neppure, tantomeno, le opere pubbliche. Invece, era come se esistesse, dentro il palazzo municipale, un vero e proprio ufficio parallelo, che si occupava di falsificare documenti tecnici e contabili, delibere e fatture. Un vaso di Pandora che è stato adesso scoperchiato. La vicenda, che sfociò in un consiglio comunale a tratti surreale il 25 novembre, ebbe il risvolto politico atteso e clamoroso con le dimissioni del sindaco e della maggioranza dei consiglieri comunali il 3 dicembre. Il lavoro della Procura di Patti ha riguardato una gran mole di documenti e ha incrociato dati di conti correnti per ricostruire i mille rivoli che conducevano al mare magnum dei soldi che entravano e uscivano dal comune di Brolo. Non solo mutui, dicevamo, ma anche i contributi (circa 350mila euro) alle società di pallavolo direttamente riconducibili all’ex sindaco Salvo Messina che per questo deve rispondere di truffa e peculato e ai mandati di pagamento intestati a dipendenti comunali diventati parte integrante di un meccanismo ormai collaudato. Sembrava tutto perfetto nel paese parallelo. Sembrava. Fin quando i fantasmi si sono scontrati con la dura realtà.