Furnari, atto intimidatorio a Villa Liga

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Non ci sono dubbi sulla matrice dolosa dell’incendio che  la scorsa notte ha totalmente distrutto il gazebo in legno del notissimo ristorante Villa Liga di Furnari. Una tanica di benzina lasciata sul prato è la firma di una azione la cui matrice è tutta da chiarire. L’attentatore ha atteso la chiusura del locale, avvenuta intorno alle 2,40 ed ha agito immediatamente. Ai proprietari, la segnalazione della presenza di fumo è stata fatta da un passante soltanto 10 minuti dopo la chiusura.
Le fiamme in brevissimo tempo hanno divorato il gazebo che era stato cosparso di benzina mandando in cenere l’area che in questo periodo viene utilizzata come sala ricevimenti. Nel rogo sono andati distrutti anche tavoli, sedie, tovaglie, bicchieri, condizionatori ed altre suppellettili che erano state lasciate all’interno del gazebo. Subito dopo il ritorno dei proprietari sono giunti anche i Vigili del Fuoco di Milazzo e di Patti che hanno lavorato a lungo per tentare, purtroppo inutilmente, di salvare la struttura. I danni, secondo una prima stima sono ingentissimi.
I Carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto oltre alla tanica contenente benzina hanno ritrovato nei paraggi anche un paio di scarpe ed una maglietta bruciacchiata. Aspetto, questo che potrebbe essere fondamentale per risalire all’autore dell’incendio.
Secondo una prima ricostruzione, infatti, chi ha appiccato fuoco si sarebbe ustionato e per questo, dandosi alla fuga, ha abbandonato scarpe e maglietta prima di scavalcare un cancello presente nel retro della struttura. Tutto il materiale è stato sequestrato e sarà analizzato nelle prossime ore mentre controlli sono stati effettuati presso farmacie ed ospedali della zona per verificare se qualcuno ha chiesto soccorso.
Intanto i proprietari si sono messi già al lavoro per riavviare la loro struttura (un fiore all’occhiello nell’intero comprensorio). Come prima risposta al gesto intimidatorio, infatti, puntano già a garantire la programmata serata danzante prevista per domani sera.
(Si ringrazia Carmelo Amato per la foto)

Morosito