Canneto, arriva anche l’Ingv

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Ricercatori e tecnici dell’INGV, Istituto Nazionale di Vulcanologia e Geofisica, stanno lavorando per installare a Canneto apparecchiature di ultima generazione che nel 2004, quando i fenomeni di combustione apparentemente spontanea fecero la loro prima apparizione, non esistevano. Si tratta di strumenti in grado di controllare la concentrazione di elettroni nella ionosfera, tramite tecniche GPS. Con il termine ionosfera si intende la regione dell’atmosfera, che si estende sopra la superficie terrestre, in cui la densità di elettroni e ioni liberi raggiunge valori talmente alti da influenzare la propagazione delle onde elettromagnetiche. L’applicazione di tecniche GPS, poi, consente di ottenere misure ad alta precisione per controllare deformazioni del suolo ed interazione fra processi in atto. Praticamente, qualunque anomalia sia presente con questi nuovi e potenti mezzi dell’Ingv è registrata e riconosciuta. A Canneto saranno montate tre centraline di monitoraggio, due in Via del Mare ed una in via San Giovanni, nella parte alta della frazione di Caronia.  “Quelle dell’INGV – ha dichiarato il sindaco di Caronia Calogero Beringheli –  sono indagini approfondite e innovative. Nel 2004 non erano state neanche progettate, oggi potrebbero essere quello che aspettavamo per fare piena luce sulla vicenda. I cittadini di Canneto – continua Baringheli – devono avere certezze sulla salubrità o meno del territorio in cui vivono. Fare luce significa accettare qualunque risultato diano gli esami e comportarsi di conseguenza. E’ importante che si dia un’informazione responsabile e ancorata ai fatti”. Fin qui le parole. Adesso le rilevazioni. Potrebbe essere la svolta attesa 10 anni per abitanti e residenti? Il condizionale è d’obbligo, almeno quanto la prudenza

Morosito