Basket Barcellona, oltre Bonina le chiacchiere

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L’ufficialità vera e propria si avrà probabilmente solo domani, al suo rientro in sede, ma tutto ormai lascia intendere che le strade di Immacolato Bonina e del basket Barcellona si siano irrimediabilmente divise. Ci ha provato a tenere in vita la sua creatura,  il presidente che in sei anni ha speso più di tutti, ci ha creduto più di tutti e probabilmente si è rammaricato più di ogni altro vedendosi sfuggire di mano un obiettivo, quello della serie A, che ogni volta pareva così vicino ma che non è riuscito ad afferrare. Anche stavolta Bonina ci aveva provato. Ha lanciato la volata con largo anticipo, ha chiesto la mobilitazione delle coscienze di imprenditori, di amministratori e tifosi. Molti i professionisti sui quali si puntava per un impegno ma nessuno che poi, alla fine, ha messo seriamente mani al portafoglio come ha invece sempre fatto Bonina in questi anni.

Ha sperato che dalla campagna abbonamenti venissero fuori riscontri positivi, anche se era un po’ azzardato sperare nel successo di un pacchetto a scatola chiusa, senza garanzie su squadra ed ambizioni, ha creduto nell’azionariato popolare del trust e nel supporto dell’amministrazione. Alla fine, però, i conti non sono tornati e  Bonina ha gettato la spugna. “Non ci sono più le condizioni per andare avanti, la situazione è divenuta insostenibile”, avrebbe detto Bonina al suo entourage. Il presidente è dunque pronto a consegnare la squadra, regolarmente iscritta al torneo di Legadue Gold, nelle mani del sindaco Collica, il resto non sarà più affar suo. Difficile, stando così le cose, ipotizzare allo stato attuale un futuro, qualunque esso sia, per l’Igea Basket Barcellona. Anche l’idea di una stagione di transizione, con budget ridotto al minimo e squadra per la salvezza, grazie anche al supporto di Palazzo Longano, attraverso lo sgravio di alcuni costi di gestione, a questo punto senza Bonina appare un’impresa ardua.