L’Ars approva la finanziaria “Ter”

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Morosito

La cosiddetta finanziaria regionale “Ter” è una realtà ma il suo letto natio è solo un cumulo di macerie, quelle di un’assemblea regionale sempre più spappolata e di un governo senza numeri. La terza edizione della manovra finanziaria, dopo la bocciatura della prima da parte del commissario statale e l’aborto prematuro della seconda, rappresentava poco più che un atto necessario. Il via libera è giunto alle 5:30 del mattino dopo un’ennesima giornata di passione nella quale il governo Crocetta ha ricevuto gli ennesimi “schiaffoni” trasversali. Un’approvazione che è stata accompagnata  da decine di modifiche, ripensamenti, correzioni di strafalcioni ed errori a volte grossolani nella stesura dei documenti necessari all’approvazione della manovra. Un tragicomico spaccato dell’approssimazione governativa in cui versa la nostra isola. Della manovra ter nei fatti restano solo i fondi per il pagamento di migliaia di stipendi, un mutuo da 55 milioni per la relativa copertura, a carico dei siciliani, e poco altro. Cancellati infatti gran parte dei commi e degli articolo che andavano oltre il pagamento degli stipendi, segno evidente che la linea politica di Crocetta, se mai ce ne fosse stata una, ormai, non esiste più. C’è voluto persino un repentino passaggio dal Commissario dello Stato che ha fatto notare al presidente gli errori che andavano corretti.  Approvato il cosiddetto “contributo di solidarietà” sulle pensioni, dopo cinque riscritture del testo, bocciato dal voto segreto il finanziamento alla società Interporti e al Mercato agro alimentare, al pari dei finanziamenti esclusi, durante l’esame dell’ex tabella h, per l’autodromo di Pergusa, il Mandorlo in Fiore di Agrigento ed il Carnevale di Acireale, Sciacca e Termini Imerese. Gran parte della discussione si è arenata proprio sull’articolo 27, la “nuova tabella H”, per cui l’assemblea ha deciso di salvaguardare, dell’allegato1, la maggior parte dei 150 milioni destinati al personale degli enti regionali.  Alla fine i voti favorevoli sono stati 42, 21 i contrari ed un astenuto, al culmine di una seduta in cui non sono mancati scontri, insulti e persino l’espulsione del deputato Pds Giovanni Greco per le offese al collega Pd Franco Rinaldi. La manovra ter, che qualcuno ha già ridefinito  solo una Finanziaria-bancomat vede dunque la luce ma dalle macerie che si lascia dietro oggi appare veramente difficile ipotizzare la resurrezione, come un’araba fenice, di una maggioranza che possa garantire governabilità alla Sicilia per uscire dal baratro.