Sant’Agata, sul porto è scontro totale

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E’ uno scontro a tutto campo quello che si sta consumando sull’iter di completamento del porto di Sant’Agata Militello. Dopo che ieri il Consiglio Comunale ha approvato l’ordine del giorno della maggioranza/opposizione, intervengono il senatore Bruno Mancuso e il Sindaco Carmelo Sottile. Mancuso, nella qualità di ex sindaco, plaude l’iniziativa del gruppo di opposizione consiliare: “L’ordine del giorno approvato dalla maggioranza consiliare – afferma Mancuso – riassume in sintesi e con precisione, con riferimenti puntuali a norme di legge e provvedimenti adottati, l’iter procedurale della gara del porto. Emerge chiaramente l’assoluta correttezza degli atti posti in essere dalla mia amministrazione, nel rispetto delle discipline normative vigenti all’epoca, e dimostra come politici, amministratori ed uffici abbiano agito animati da un unico interesse: quello di completare un’opera considerata strategica per lo sviluppo socio- economico di Sant’Agata e il suo hinterland. Nonostante ripetuti interventi a gamba tesa – prosegue Mancuso – da parte di chi ha a cuore interessi contrastanti con il bene per Sant’Agata, non ultimo la “papera amministrativa” di un noto dirigente della Regione siciliana che ha deciso di concludere nel peggiore dei modi la sua carriera che, grazie a Dio, è giunta alla fine, siamo ancora nelle condizioni, con uno sforzo comune e nell’interesse supremo di Sant’Agata e dei santagatesi, di avviare la conclusione dell’opera. Ognuno faccia la sua parte – l’invito del Senatore – , con senso del dovere e responsabilità, scevro almeno per una volta da sentimenti di odio o interessi di parte politica, per impegnarsi in uno sforzo comune perché’ il porto dei Nebrodi possa finalmente essere completato. E’ un’opera sulla quale si costruisce il futuro del nostro paese e per la quale non devono esistere contrasti politici che possano ostacolarne la realizzazione. Ringrazio di vero cuore i consiglieri comunali che hanno approvato il documento e che hanno dimostrato di credere in me e nella mia azione amministrativa e li esorto ad impegnarsi con spirito collaborativo per un prosieguo positivo della definizione dell’iter del porto di Sant’Agata Militello”.

Nel pomeriggio, è arrivata la lunga nota del Sindaco Carmelo Sottile che critica la maggioranza/opposizione e illustra la versione dell’amministrazione. Ecco la nota integrale:
“Premesso che la realizzazione del Porto costituisce uno degli obiettivi principali e prioritari di questa Amministrazione,  a cui il Porto interessa più di quanto sino adesso hanno dimostrato coloro che in questo momento di forte criticità in cui versa il nostro ufficio tecnico, in conseguenza dell’operazione giudiziaria del 14 febbraio, cercano di trasferire proprie responsabilità ed incapacità su chi vuole agire legittimamente nell’interesse pubblico.

  • Prima di passare in rassegna una serie di informazioni utili per comprendere la portata delle criticità di cui si sta occupando l’Amministrazione, mi sovviene una riflessione spontanea: a) quali motivazioni  hanno  indotto la  ditta appaltatrice a produrre in fase di progetto esecutivo un piano economico-finanziario superiore di circa  4/5 milioni di euro al netto del ribasso rispetto  al costo  previsto ed aggiudicato in sede di  gara d’appalto, che se fosse stato approvato in via amministrativa dalla mia amministrazione avrebbe comportato un grosso e grave debito fuori bilancio e quindi il probabile dissesto finanziario dell’Ente; c) se l’Amministrazione Sottile avesse accettato quel progetto i clamori, le esternazioni e le sollecitazioni che pervengono da più parti, guarda caso tutte in concomitanza con le direttive del Dipartimento Tecnico Assessorato all’Infrastrutture, si sarebbero comunque verificate o tutto sarebbe andato liscio come l’olio, salvo poi i sicuri scivoloni in cui sarebbe incorsa la nostra comunità alle prese con il dissesto finanziario e la più che probabile perdita del finanziamento ?
  • Il sottoscritto è convinto che prima o poi tutti i nodi vengono al pettine e che i problemi vanno affrontati con coraggio e determinazione, nonché del fatto che per costruire le cose importanti occorrono basi solide e rispetto delle regole, mentre nel procedimento del Porto ho motivo per ritenere che ci siano delle gravi criticità.

Passiamo ora alla genesi dei problemi ed all’iter in corso:

  • Nel mese di aprile dell’anno 2010 il comune di S. Agata Militello ha bandito una gara, col metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa, per l’affidamento dell’appalto integrato dei lavori di prolungamento della diga foranea. Espletate le complesse procedure di gara, l’appalto è stato aggiudicato alla SI.GEN.CO. S.p.A., mentre la Società Italiana per Condotte d’Acqua S.p.A. si è classificata al secondo posto della graduatoria, ed al terzo posto si collocava il R.T.I. con capogruppo l’impresa Costruzioni Bruno Teodoro S.p.A..
  • Il R.T.I. con capogruppo l’impresa Costruzioni Bruno Teodoro S.p.A., con ricorso giurisdizionale innanzi al TAR di Catania, impugnava gli atti di gara, sollevando svariate censure e sostenendo che le Imprese collocate al secondo ed al primo posto in graduatoria andavano escluse dalla selezione, con conseguente aggiudicazione dell’appalto in suo favore. Il TAR di Catania con sentenza n. 2072/2011 del 11/08/2011, accoglieva il ricorso incidentale di SI.GEN.CO. S.p.A. e della Società Italiana per Condotte d’Acqua S.p.A. contro l’impresa Costruzioni Bruno Teodoro S.p.A., dichiarando inammissibile il ricorso principale;
  • Quindi il Tar non ha detto che il ricorso era infondato e che l’operato dell’amministrazione risultava legittimo, ma che non poteva entrare nel merito visto che la ricorrente Bruno Teodoro Spa doveva essere esclusa dall’appalto e mai poteva risultare aggiudicataria anche per il caso di accoglimento del ricorso;
  • Nell’occasione il TAR ha ritenuto che potessero esserci nell’appalto delle irregolarità con rilevanza penale ed ha trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica di Patti;
  • Con la stessa sentenza veniva altresì respinto il ricorso incidentale di SI.GEN.CO. S.p.A. contro la Società Italiana per Condotte d’Acqua S.p.A., nonché dichiarato inammissibile il ricorso “principale” proposto da quest’ultima, per omessa notifica all’amministrazione ed ai contro-interessati e tardivo ricorso per motivi aggiunti;
  • La summenzionata sentenza veniva sottoposta a gravame con appello innanzi al Consiglio di Giustizia Amministrativa, il quale, nel contraddittorio delle parti, con la decisione n. 336/2012 del 27.03.2012, ha rigettato le impugnazioni proposte dalla Società Italiana per Condotte d’Acqua S.p.A., nonché dall’impresa Costruzioni Bruno Teodoro S.p.A., confermando la sentenza di primo grado. In forza delle citate sentenze del TAR Catania e del CGA, l’aggiudicazione in favore di SI.GEN.CO. S.p.A. si è consolidata per effetto del giudicato, come pure si è consolidata l’esclusione dall’appalto della Bruno Teodoro Spa che non può più ambire ad eseguire i lavori;
  • Conclusa questa prima battaglia giudiziaria, in data 06.04.2012, rep. 2168, veniva stipulato contratto di appalto con la ditta SI.GEN.CO S.p.A. per la progettazione esecutiva e realizzazione dei lavori di completamento delle opere marittime esistenti riguardanti il prolungamento della diga foranea, per l’importo di €. 27.410.924,08, derivante dal ribasso offerto del 31,99868% sull’importo posto a base di gara di €. 40.309.400,00, oltre €. 1.580.600,00 per oneri per la sicurezza, ed €. 320.000,00 per spese di progettazione, pari a complessive €. 29.311.524,08;
  • Venivano quindi avviate, con ordine di servizio in data 24/04/2012, le procedure per la redazione del progetto esecutivo, propedeutica alla consegna dei lavori;
  • Con atto ai rogiti del Notaio Marco Cannizzo di Catania, del 24.09.2012, rep. n. 5154, comunicato al Comune di Sant’Agata Militello con lettera assunta al prot. n. 24975 dell’1.10.2012, la ditta SI.GEN.CO S.p.A. cedeva alla COGIP Infrastrutture S.p.A. il ramo di Azienda “Grandi opere Marittime Strategiche”, nel quale era ricompreso anche l’appalto di che trattasi.
  • In data 7.03.2013, rep. 2197, veniva stipulato un atto integrativo al contratto di appalto con la ditta SI.GEN.CO S.p.A., a mezzo del quale veniva contrattualizzato il subentro della Cogip Infrastrutture S.p.A. «in tutti i rapporti giuridici prima facenti capo alla ditta SI.GEN.CO. S.p.A., relativi alla progettazione esecutiva e realizzazione dei lavori di completamento delle opere marittime esistenti riguardanti il prolungamento della diga foranea dalla prog. 708,20 m. alla prog.1150,00 m., realizzazione del molo di sottoflutto dalla progr. 0,00 m. alla progr. 610,00 m. e della banchina di riva (Progetto definitivo di completamento) – C U P: J46C07000050008 – C I G: 04695057C6 per l’importo netto di aggiudicazione di €. 27.410.924,08, derivante dal ribasso offerto del 31,99868% sull’importo posto a base di gara di E. 40.309.400,00, oltre €.1.580.600,00 per oneri per la sicurezza, ed E. 320.000,00 per spese di progettazione, pari a complessive €.29.311.524,08 di cui €. 28.991.524,08 esente da IVA ed €.320.000,00 oltre IVA»;
  • Avverso i predetti atti proponevano ricorso innanzi al TAR di Catania, la Società Italiana per Condotte d’Acqua S.p.A. e l’impresa Costruzioni Bruno Teodoro S.p.A., ognuno integrato con interventi incrociati e motivi aggiunti, a mezzo dei quali hanno sollevato svariate censure con riferimento alla cessione, con riferimento alla procedura in essere per la presentazione del progetto esecutivo ed addirittura con riferimento ad aspetti riguardanti la gara espletata;
  • In giudizio, oltre il Comune di S.Agata Militello, si costituivano: la SI.GEN.CO. S.p.A., la quale proponeva anche ricorso incidentale, e la Cogip Infrastrutture S.p.A., che in corso di causa presentava regolamento preventivo di giurisdizione alle Sezioni unite della Corte di Cassazione ex art. 41 c.p.c.;
  • Il TAR di Catania, nel contraddittorio delle parti, riuniti i ricorsi, con ordinanza n. 1857/2013 depositata il 28.06.2013, sospendeva il «processo in attesa della pregiudiziale pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di cassazione in ordine alla sussistenza della giurisdizione del g.a. in materia»;
  • Avverso la citata ordinanza veniva proposto appello al CGA, nella parte in cui non era stato disposta la sospensione degli atti impugnati. Il CGA rigettava l’appello, per insussistenza della giurisdizione del G.A., in ordine alle questione sollevate;
  • Nonostante ciò, in data 3/12/2013 la Società Italiana per Condotte d’Acqua ha promosso ricorso al Tribunale Civile di Catania ex art. 700 c.p.c. “per la sospensione del trasferimento del contratto d’appalto intervenuto tra SI.GEN.CO. e Cogip Infrastrutture; l’accertamento negativo dell’(in)esistenza del ramo d’azienda che SI.GEN.CO pretende aver ceduto a  Cogip. All’udienza del 11/2/2014 si costituiva, altresì, l’Impresa Bruno Teodoro richiedendo, fra l’altro, la dichiarazione della nullità e/o illegittimità e/o inefficacia del contratto di cessione intervenuto fra SI.GEN.CO. e Cogip Infrastrutture; Tale giudizio è ancora pendente.
  • Quello di regolazione della giurisdizione presso la Corte di Cassazione  é andato a sentenza affermando la titolarità giurisdizionale del Tribunale civile;
  • Da ultimo la “Ricciardello Costruzioni” rivendica la titolarità  dei lavori di realizzazione  del porto di Sant’Agata  di Militello in quanto dichiara  che nel 2013 ha  acquisito  il Ramo di Azienda  relativamente all’Opere portuali  della SiGenCo  e sostenendo di fatto che la stessa nel 2012 ha  ceduto sostanzialmente un contratto  di appalto che non è previsto dalla normativa vigente sugli appalti pubblici (su tutto quello che riguarda questa vicenda sulla cessione di ramo d’azienda o contratto é tutt’ora  pendente giudizio del Tribunale ordinario civile);
  • Nel merito. Come già detto, l’appalto è stato espletato col metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa in applicazione dell’art. 53, secondo e terzo comma lett. b, D.Lgs. 163/2006, e dell’art. 19, comma 2, lettera b legge n. 109/94 e successive modifiche ed integrazioni, nel “testo coordinato” con le norme della legge regionale 2 agosto 2002, n. 7, legge regionale 19 maggio 2003 n. 7, con la L.R. 29 novembre 2005 n.16 e con la L.R. 21 agosto 2007, n.20;
  • CHE DALL’APRILE 2010 AL 24/4/2012 NON È STATA  MESSA IN ATTO ALCUNA INIZIATIVA DELL’AMMINISTRAZIONE PRO-TEMPORE PER ACCELERARE L’ITER PROCEDURALE DI STIPULA DEL CONTRATTO  E CONSEGNA DEI LAVORI ;
  • In data 6/4/2012 è stato stipulato il contratto di appalto con l’aggiudicataria SI.GEN.CO il quale all’articolo 5 ha previsto il termine di 660 giorni per l’esecuzione dei lavori decorrenti dalla consegna. Mentre all’articolo 6  ha previsto il termine  di 90 giorni per la progettazione esecutiva decorrenti dalla data dell’ordine di servizio impartito dal RUP;
  • Il RUP con nota del 24/4/2012 prot. n. 10988 ha disposto l’avvio della progettazione esecutiva. Tale termine a seguito di formale istanza in data 24/7/2012 è stato prorogato di ulteriori giorni 90;
  • In data 03/10/2013 l’aggiudicatario con nota prot. 25172 in pari data, ha trasmesso parte del progetto esecutivo, successivamente integrato con nota di trasmissione del 31/10/2013 prot. n. 28814. In data 21/11/2013 con nota prot. 31165 trasmetteva, a seguito di richiesta del RUP nota prot. 29501 del 7/11/2013, il quadro di raffronto tra i livelli di progettazione definitiva  – esecutiva, successivamente integrato con nota del 06/12/2013 prot. n. 33263;
  • Il progetto esecutivo trasmesso, espone una maggior costo di €. 4.885.938,42, al netto del ribasso d’asta offerto in sede di gara del 31,99868 %, rispetto al progetto definitivo approvato e posto a base di gara, nonostante che il capitolato speciale di appalto, posto a base di gara, all’art. 1 dispone che: «L’appalto ha per oggetto l’esecuzione delle opere occorrenti per il completamento delle opere marittime esistenti nel porto di S. Agata di Militello riguardanti il prolungamento della diga foranea e la realizzazione del molo di sottoflutto e della banchina di riva. L’Appaltatore opera come imprenditore professionale a proprio rischio e con organizzazione dei mezzi propri, con l’osservanza piena ed incondizionata di quanto previsto nel presente Capitolato e negli elaborati tecnico-progettuali, in maniera tale da raggiungere il risultato perseguito dall’ Amministrazione». Ed all’art. 2 ha espressamente evidenziato che «L’importo complessivo dell’appalto comprende tutte le spese per la progettazione esecutiva e per i rimanenti oneri a carico dell’Impresa per qualsiasi altra attività di dettaglio esecutivo, determinate globalmente in € 320.000,00 non soggetto a ribasso, salvo quanto precisato dal Disciplinare di gara. Restano altresì a carico dell’Impresa, che ne dovrà tenere conto in sede di offerta, tutte le spese per gli studi e le indagini, nonché per il rilascio di autorizzazioni da parte di altri Enti o Amministrazioni. … Il progetto esecutivo dovrà essere adeguato ed integrato alle prescrizioni conseguite in fase di progettazione definitiva e specificatamente dovrà tenere conto del voto approvativo della Commissione Regionale LL.PP. e del giudizio di compatibilità ambientale redatto dal Servizio 2 VAS-VIA dell’Assessorato Territorio ed Ambiente». Ed ancora all’art. 18 «Il progetto esecutivo dovrà tenere conto del voto approvativo della Commissione Regionale LL.PP. n. 69 reso nelle sedute del 30/11/2005, 24/01/2006, 06/04/2006, 10/05/2006, 20/09/2006 e 28/09/2006 e del giudizio di compatibilità ambientale reso dal servizio 2 VAS-VIA dell’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente». Inoltre l’appaltatore ai sensi dell’art. 8 del capitolato speciale d’appalto si è impegnato a rispettare «tutte le disposizioni di qualsiasi genere e tipologia applicabili all’appalto in oggetto emanate ai sensi di legge dalle competenti Autorità ed Amministrazioni, nessuna esclusa, che hanno giurisdizione sui luoghi in cui devono eseguirsi le opere restando contrattualmente convenuto che anche se tali norme o disposizioni dovessero arrecare oneri e limitazioni allo sviluppo dei lavori, l’Appaltatore non potrà accampare alcun diritto o ragione, compenso o indennizzo, contro l’Amministrazione Appaltante, essendosi di ciò tenuto conto nello stabilire i patti ed i prezzi del presente Capitolato». Inoltre, è da rilevare che l’art.53, comma 4, del D.Lgs. n. 163/2006 dispone che nei contratti di appalto integrato per le prestazioni a corpo, il prezzo convenuto non può essere modificato sulla base della verifica della quantità o della qualità della prestazione. E di più, nell’atto aggiuntivo sottoscritto con la Cogip Infrastrutture S.p.A., all’art. 7 è stato pattuito: «Le parti si danno reciprocamente atto che l’importo complessivo offerto e contrattualmente convenuto è fisso ed invariabile e comprende la progettazione, l’esecuzione di tutte le opere, ed ogni altro onere previsto, anche se non chiaramente indicato dal contratto, dal progetto e dal C.S.A., necessario a dare compiute e funzionanti a regola d’arte le opere appaltate»;
  • Il maggior costo del progetto, in linea generale, è stato contestato dal RUP con nota del 13/12/2013 con richiamo all’applicazione dell’art. 140 del D.P.R. 554/99, ed altresì preannunciando una riunione operativa per ulteriore approfondimento e chiarimento;
  • Il giorno 10/01/2014 si è tenuta la preannunciata riunione fra il RUP e suoi collaboratori e l’impresa COGIP laddove sono state fatte rilevare e contestate tutte le deficienze del progetto. Quindi, si rinviava ad una prossima riunione da tenersi nei primi giorni di febbraio per riesaminare preventivamente il progetto esecutivo rimodulato secondo l’esito dell’incontro;
  • In data 3/2/2014 il RUP, stante la mancata presentazione delle integrazioni progettuali, sollecitava l’adempimento secondo gli impegni assunti nel corso della riunione del 10/1/2014, ricordando altresì che il progetto deve essere predisposto nel pieno rispetto dell’art. 140 del DPR 554/99 e delle condizioni contrattuali, e quindi, senza nessun apprezzabile aumento di costo per l’amministrazione, con l’avvertenza che al persistere del mancato adempimento si procederà all’avvio della procedura di risoluzione del contratto;
  • In data 05/02/2014 la COGIP, con nota di accompagno prot. n. 3626, ha ripresentato l’aggiornamento del progetto esecutivo, a suo dire, sulla scorta delle prescrizioni avute nella riunione del 10/1/2014, ed in data 14/2/2014 con nota prot. 4874 ha trasmesso altre due copie di progetto ed in data 10/3/2014 con nota prot. n. 7891 trasmette ulteriori due copie del progetto;
  • Sul progetto ripresentato il Supporto al RUP Ing. Giordano con nota del 11/3/2014 prot. 7403 ha nuovamente formulato tutte le numerose e significative osservazioni di merito  tra cui anche   la mancanza della relazione geologica;
  • In ragione di quanto fin qui esposto, e considerato: il lungo periodo di tempo trascorso dall’avvio della progettazione esecutiva avvenuta in data 24/04/2012 che si doveva concludere entro novanta giorni è stato richiesto parere al Dipartimento Tecnico Regionale in ordine alla corretta applicazione della procedura per la risoluzione per inadempimento e senza corresponsione di alcun compenso per la progettazione  del contratto stipulato con la COGIP ai sensi degli artt. 14 e 15 del Capitolato Speciale di Appalto;
  • Da ricordare che dal 15/2/2014 dopo l’operazione giudiziaria il Responsabile unico del procedimento è stato colpito  da misure cautelari, ancora  vigenti. Anche altri tecnici sono stati colpiti da misure giudiziarie causando depotenziamento  dell’ufficio tecnico e per tale motivo  è stato richiesto supporto e consulenza al Dipartimento Tecnico Regionale con protocollo di intesa  anche in considerazione delle grandi difficoltà di reperimento presso nostro ente di figura idonea a ricoprire la figura di RUP del porto;
  • La risposta del dipartimento tecnico regionale del 30/6/2014 :   “a tutt’oggi il progetto esecutivo presentato riformulato ha  rilevato  puntuali variazioni quantitative e qualitative sostanziali  rispetto al progetto definitivo  posto a base  di gara che unitamente ai tempi contrattuali  ampiamente  scaduti  costituiscono  circostanze configurabili per la risoluzione del contratto  per grave inadempimento, grave irregolarità  e grave ritardo”;
  • Dopo il tavolo tecnico tenuto nei giorni scorsi con i consulenti legali, l’amministrazione è orientata ad avvisare la Cogip dell’avvio del procedimento di risoluzione in danno del contratto., assegnando un congruo termine per le controdeduzioni”.

 

Morosito