Provvy, indagini chiuse con sei indagati

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La Procura di Messina ha chiuso le indagini nei confronti dell’attuale e precedente commissario del Consorzio autostrade siciliane, Nino Gazzara e Anna Rosa Corsello, e di 4 tra direttori tecnici e ispettori, nell’inchiesta sulla morte di Provvidenza Grassi, trovata morta dentro l’auto precipitata da un cavalcavia dell’autostrada Me-Ct. Gli inquirenti ritengono che le barriere di protezione laterale, fuori dalla galleria sulla non fossero adeguate. Un elenco di indagati che conferma, quindi, la tesi dell’incidente stradale e l’ipotesi che vi siano colpe del Consorzio Autostradale nella mancata messa in sicurezza del tratto stradale. In particolare, a  Bordonaro, sono finite nel mirino degli inquirenti  le barriere di protezione laterale, apparse inadeguate.
Infatti, secondo quando emerso dalle prime perizie la Fiat 600 è precipitata dal viadotto praticamente passando sopra il guard rail, in quel punto bassissimo, malgrado l’altezza del viadotto stesso. Un volo di quasi 20 metri, terminato a ridosso della recinzione di una cabina elettrica nascosta nel verde. A sostegno di questa tesi vi sarebbe numerosi elementi: i segni sull’auto, sul guard rail, il birillo incastrato sotto il motore della 600, uguale a quello collocato all’interno della galleria, le tracce di metallo incastrate tra il montante ed il cofano del veicolo.