Il boss Carmelo D’Amico racconta i retroscena di 45 omicidi

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Sarebbero 45 gli omicidi di cui sta parlando il boss “pentito” Carmelo D’Amico. Un numero impressionante di delitti molti dei quali vissuti in prima persona. A darne notizia è la Gazzetta del Sud di oggi, che racconta come Carmelo D’Amico, oltre ai delitti,  è riuscito a controllare il racket delle estorsioni e la gestione di discoteche e locali di intrattenimento sparsi da Milazzo a Capo d’Orlando. Adesso  sta vuotando il sacco attribuendosi alcuni casi sparizioni con il sistema della lupara bianca ed omicidi che prima e dopo il delitto del giornalista Beppe Alfano, il cui sacrificio ha rappresentato uno spartiacque nella lotta alla mafia, hanno insanguinato le strade di Barcellona e dei paesi dell’hinterland. Tra i 45 omicidi di cui racconta D’Amico si chiamano in causa anche numerosi componenti del gruppo di fuoco oltre ai mandanti della cupola mafiosa, ai quattro casi di lupara bianca per i quali continua la campagna di scavi tra le contrade di Barcellona e lungo il torrente Patrì; e c’è anche l’uccisione di tre giovani di Barcellona fatti sparire a Belpasso in provincia di Catania.