Porti, ritardi e polemiche

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Si lavora per provare a dare una sterzata decisiva ed evitare che l’appalto per il completamento del Porto di Sant’Agata Militello finisca definitivamente nel pantano. Secondo notizie dal comune, il sindaco avrebbe convocato un tavolo tecnico per pianificare l’iter da seguire per giungere finalmente all’avvio del cantiere per la costruzione del molo di sottoflutto ed il completamento della banchina di riva. A questo tavolo tecnico, che si svolgerà nella prossima settimana, parteciperanno il Rup, capo area lavori pubblici al Comune, con i professionisti, tecnici e legali, a supporto. Il tavolo tecnico dovrà intanto chiarire la strategia che il Comune di Sant’Agata intende adottare in relazione all’appalto, se intentare la strada della rescissione per inadempienza del contratto sottoscritto dalla Cogip Infrastrutture, alla luce dei rilievi fatti pervenire del dipartimento tecnico regionale che hanno riaperto la questione porto nei giorni scorsi, o se procedere verso l’avvio dei lavori, sistemando le altre annotazioni giunte sempre dalla regione, riguardo il progetto esecutivo. Ciò che è certo, è che comunque bisogna far presto, accelerare l’iter, cosi come emerso dal confronto di qualche giorno fa a Palermo da cui il sindaco Sottile uscì, come da egli stesso comunicato, con ampie rassicurazioni sul paventato rischio di perdita del finanziamento. Intanto, si muove qualcosa anche per un’altra infrastruttura portuale della fascia tirrenica, quella di Santo Stefano di Camastra.  Il Porto stefanese è stato, infatti,  inserito nel piano triennale di intervento 2014-2016  del  Parco dei Nebrodi. La proposta presentata dal Sindaco della cittadina delle ceramiche, Francesco Re e sostenuta dal Presidente del Parco, Giuseppe Antoci,  è stata approvata all’unanimità da tutti i sindaci dei Comuni del Parco, in quanto la realizzazione del porto di Santo Stefano, insieme a quelli di Sant’Agata e Capo d’Orlando viene intesa come strategica per lo sbocco a mare dell’area protetta più grande della Sicilia. L’amministrazione stefanese è già in possesso di una progettualità che prevede la realizzazione di circa 750 posti barca e una serie di servizi per la nautica da diporto.  L’inserimento dell’opera nel programma triennale d’intervento de Parco è un passaggio fondamentale perche inserito in uno strumento di programmazione previsto dalla normativa regionale il cui obiettivo è quello di promuovere e sostenere le attività sia agricole, sia artigianali che turistiche presenti nell’area del Parco.
E la notizia che il Consiglio dell’Ente Parco dei Nebrodi ha inserito nel proprio Piano Triennale la realizzazione di un porto turistico a Santo Stefano di Camastra è aspramente criticata da Legambiente Nebrodi che in una nota giudica la decisione del Parco incredibile e che segnala una pericolosa deviazione dalla funzione istituzionale.
“Partecipare alla realizzazione di un nuovo porto turistico da 750 posti barca in un lembo di spiaggia del Comune di Santo Stefano di Camastra o di qualsiasi altro comune ha poco a che vedere con i suoi compiti- afferma l’associazione – e auspichiamo dunque che l’Ente Parco si riappropri pienamente del proprio ruolo di gestore di un’area protetta montana e concentri verso questo obiettivo le energie disponibili, lasciando agli enti locali ed alle pro loco le tante fantasiose iniziative di promozione turistica.

Morosito