Omicidio Conti Taguali, tre colpi per uccidere

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Nessun precedente penale, ma qualche parentela compromettente. Niente però che possa collegare a storie di mafia il delitto avvenuto ieri sera in contrada Pulcino, territorio al confine tra Cesarò e San Teodoro, lungo una strada interpoderale che si spinge fino al lago dell’Ancipa.
Zone di montagna, nel cuore dei Nebrodi. Zone che Giuseppe Conti Taguali, 54 anni, originario di Maniaci conosceva bene. Da tempo, infatti risiedeva a San Teodoro dove aveva svolto l’attività di macellaio e poi quella di allevatore. L’uomo è stato freddato ieri sera con tre colpi di fucile caricato a pallettoni mentre si trovava a bordo della propria Fiat Punto di colore blu con la quale stava facendo ritorno verso casa. Una strada deserta, quella lungo la quale lo ha atteso il killer. Se a sparare sia stata solo una persona lo stabilirà l’autopsia disposta dalla procura di Catania, competente per territorio. Un dettaglio fondamentale, perché la presenza di più sicari spalancherebbe la pista mafiosa collegabile alle cosche del catanese che hanno influenza sul quel lembo della provincia di Messina.
Altrimenti le ipotesi rimarrebbero sul tappeto, anche quelle che potrebbero portare ad un movente diverso, come quelli tipici dei contrasti nel mondo degli allevatori.
Secondo la ricostruzione dei Carabinieri del Nucleo Operativo di Santo Stefano Camastra, Giuseppe Conti Taguali era ancora alla guida della vettura quando è stato raggiunto dai tre colpi di fucile. L’auto ha fatto ancora qualche metro prima di finire la sua corsa contro un terrapieno.   Sul posto si è portata un’ambulanza del 118 ma non c’era ormai niente da fare. Le indagini sono state avviate dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di S. Stefano di Camastra e dalla DDA di Catania che hanno eseguito i rilievi per tutta la notte e cominciato a sentire possibili testimoni e parenti della vittima.
Come detto, la vittima non ha precedenti ma era fratello di Sebastiano Conti Taguali ucciso nel 1998 a Maniace.
Inoltre, ma si tratta di rapporti di parentela lontana, la vittima era cugino di Marco e Gianfranco Conti Taguali attualmente all’ergastolo per l’omicidio di Bruno Sanfilippo Pulici, ucciso a Cesarò nel giugno del 2002.