Sul Parco dei Nebrodi Mancuso “smentisce” Germanà

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Morosito

Sulla gestione del Parco dei Nebrodi è querelle interna al Nuovo Centro Destra. Dopo la nota del deputato regionale Nino Germanà, componente della commissione ambiente all’Ars, che ha parlato dei Parchi come “carrozzoni e stipendifici in favore della politica delle promesse, quella che – in assenza di progetti – ha elargito incarichi, consulenze e posti di lavoro per mantenere il consenso”, interviene adesso il senatore Bruno Mancuso, nella qualità di ex amministratore del Parco, componente del comitato esecutivo ed ex vice presidente. “Pur condividendo alcune considerazioni di carattere generale dell’interrogazione dell’on. Germanà – afferma Mancuso – nella mia qualità di ex amministratore del Parco, dapprima quale componente del Comitato esecutivo e successivamente quale Vice Presidente, ho l’obbligo di precisare l’assoluta infondatezza delle osservazioni poste, essendo stata accertata più volte dagli organi competenti la regolarità degli atti posti in essere dagli uffici e sottoposti al vaglio e successiva ratifica da parte del Comitato Esecutivo, dell’Assemblea dei Sindaci e dell’organo tutorio Assessorato Territorio e Ambiente. Nella fondata considerazione che il desiderio di chiarezza è sempre utile e il richiamo alla regolarità degli atti non è mai retorico, sarebbe più opportuno interrogarsi sul ruolo che ha svolto la Regione Sicilia, di cui i Parchi regionali sono diretta emanazione, per favorire una politica di protezione ambientale e valorizzazione turistica degli stessi, che avrebbe potuto essere una fonte importante di crescita territoriale ed occupazione. Vista la scarsa attenzione della politica regionale verso la reale potenzialità dei Parchi come fattori di sviluppo – prosegue Mancuso – abbiamo relegato questi enti a veri e propri stipendifici,centrali di illusorio potere politico( sic! ) che ben poco hanno prodotto sul piano dello sviluppo territoriale. Decenni di commissariamenti hanno circoscritto l’operato dei Sindaci al ruolo poco gratificante di comprimari di un’azione politica assolutamente priva di prospettive, limitando la propria azione al controllo gestionale e alla definizione di mortificanti controversie interne, nella assoluta indifferenza degli organi di governo regionale”.