La combustione controllata di materiale agricolo non è più reato

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Morosito

E’ diventata legge la norma sulla combustione controllata del materiale agricolo e forestale derivante da sfalci di  potature o ripuliture, sul luogo di produzione delle stesse.
La nuova disposizione, contenuta nel pacchetto #campolibero, che accoglie molte delle proposte sostenute da Coldiretti, riconosce la sostanziale differenza tra le attività di gestione dei rifiuti e le consuetudinarie pratiche agricole di gestione sul luogo di produzione di piccoli quantitativi di scarti vegetali. Una norma ai limiti dell’assurdo, quella che aveva messo in crisi i piccoli agricoltori, qualche anno fa, che rischiavano l’arresto solo per il fatto i bruciare piccoli cumuli di erbacce tagliate o rami secchi.
La nuova norma comunque consente la combustione in piccoli cumuli ed in quantità giornaliere non superiore a tre metri steri per ettaro nelle aree, periodi ed orari individuati con apposita ordinanza del Sindaco competente per territorio. Nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle Regioni, la combustione di residui vegetali agricoli e forestali è sempre vietata”.
“Con questo provvedimento –commenta Coldiretti Piemonte, che si è fatta promotrice della nuova norma – viene finalmente ricondotta a ragionevolezza la normativa che, assimilando la bruciatura del materiale di potatura o gli sfalci  allo smaltimento  di rifiuti su suolo agricolo, aveva reso inattuabile una pratica millenaria, peraltro spesso raccomandata quando si voglia contrastare la diffusione di pericolose  malattie delle piante. Non va inoltre trascurato il fatto che la trinciatura meccanica dei sarmenti di potatura in collina e su appezzamenti caratterizzati da elevata pendenza, può costituire un rischio rilevante per l’operatore”.
Si è dunque  trovato un punto di equilibrio tra necessità di prevenzione dagli incendi, lotta allo smaltimento abusivo di rifiuti e innegabile necessità del mondo agricolo di provvedere, in molte situazioni, allo smaltimento sul posto di prodotti vegetali derivanti da normali pratiche agricole. Ora appare indispensabile ed urgente che i Comuni elaborino le ordinanze per disciplinare a livello locale le corrette modalità di gestione di tali attività.