Barcellona, stato di agitazione al Comune

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Morosito

“Un Comune sordo alle richieste del sindacato e che persevera nell’adozione di atti che contravvengono agli accordi assunti e alle corrette relazioni sindacali”. Nel mirino di Calogero Emanuele e Giovanni Coledi della Cisl Fp, il Comune di Barcellona dopo la decisione della Giunta di non revocare la delibera n.188 relativa all’assunzione di n. 5 disabili, “non già per non rispettare gli obblighi di legge – sostengono – bensì per inserire tali assunzioni nel previsto obbligatorio Piano triennale delle assunzioni 2013/2015”. “Purtroppo l’Amministrazione – continuano Emanuele e Coledi – ha ribadito la posizione espressa sapendo che le previste assunzioni di disabili di categoria C e D comportano un impegno finanziario maggiore rispetto ad assunzioni di qualifiche inferiori, come notoriamente viene fatto in tutte le amministrazioni nella logica delle assunzioni per chiamata diretta prevista sino alla categoria B. L’Amministrazione Collica promette l’avvio delle procedure di stabilizzazione dei precari e dispensa speranze ma non passa di fatto alla reale adozione di atti concreti. L’Amministrazione non ha la giusta e meritata considerazione dei lavoratori precari, preferendo di lasciarli in un limbo senza uscita ed operando scelte sbagliate che comportano spreco e sperpero di risorse pubbliche”. La Cisl Fp stigmatizza inoltre la scelta della esternalizzazione del servizio di collaborazione recupero tributi. “In servizio presso l’Ente – affermano – esistono professionalità adeguate sia dal punto di vista della qualità che della quantità, che potrebbero assolvere pienamente alle attività richieste per tale servizio. Inoltre tale affidamento esterno comporterà, di fatto, una minore entrata per l’Ente considerato l’onere di dover riconoscere il corrispettivo al privato affidatario”. Un ulteriore danno per tutti i lavoratori dell’Ente, a tempo determinato ed indeterminato, per il sindacato è stato perpetrato col taglio del fondo di produttività, di oltre centomila euro, comunicato solo al tavolo del 26 giugno. “Illogico ed inopportuno – attaccano Emanuele e Coledi – proprio perché, a nostro giudizio, metterà a rischio i servizi essenziali legati all’organizzazione del lavoro, che l’ente è obbligato per legge a erogare alla collettività”. Per questi motivi – dichiara Calogero Emanuele – viene proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori, che nell’assemblea già fissata per giovedì 3 luglio, potrebbe portare, in mancanza di ripensamenti da parte dell’Amministrazione comunale, all’assunzione di altre iniziative finalizzate a tutelare i diritti dei lavoratori”