Torrenova, istanza contro l’autovelox

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Rimuovere immediatamente l’autovelox fisso installato dal Comune di Torrenova sulla statale 113 in località Piattaforma, perché palesemente contrario a specifiche disposizioni di legge. E’ la richiesta perentoria avanzata da un giovane avvocato di Militello Rosmarino, Antonino Araca, che ha inoltrato istanza al prefetto di Messina contro quell’apparecchiatura divenuta, da qualche mese, lo spauracchio degli automobilisti in transito tra Torrenova e Rocca di Capri Leone. L’avvocato Araca motiva la sua richiesta richiamando una serie di norme a cui quell’impianto sarebbe contrario. Primo tra tutte, l’elementare principio per cui lo scopo del controllo della velocità è primariamente quello di prevenzione e tutela di automobilisti e pedoni, non certo quello della repressione fine solo all’incasso delle multe. La normativa in questione, ricorda quindi l’avvocato Araca, prevede che la contestazione differita, propria delle rilevazioni con autovelox, sia legittima per tratti nei quali è impossibile, per caratteristiche strutturali della strada, volumi di traffico ed elevato livello di incidentalità, contestare immediatamente l’infrazione. Inoltre, è previsto che per ciascun tratto di strada da sottoporre a controllo siano verificati numero,  tipologie e cause degli incidenti nell’ultimo biennio. Tutte fattispecie insussistenti sul rettilineo di Piattaforma dove non solo nell’ultimo biennio non risulta un tasso rilevante di incidenti stradali ma ancor più insussistenti sono quelli causati da alta velocità. Inoltre, non esiste ostacolo alla contestazione immediata delle infrazioni, trattandosi di una strada rettilinea, a due sole corsie di marcia e senza separazione di carreggiata, senza dossi né cunette, e persino con una piazzola a disposizione per le pattuglie della Polizia Municipale la cui presenza, in luogo dell’autovelox, sarebbe invece auspicabile proprio ai fini della prevenzione degli incidenti e per la sicurezza di pedoni e residenti. Il Comune di Torrenova –  si legge nel ricorso –  ha illegittimamente installato quell’autovelox sostituendo alla funzione istituzionale della prevenzione quella meramente sussidiaria della repressione. “Il limite di velocità imposto, 50km/h, è visto dagli utenti solo come un facile sistema di fare cassa, una sorta di improprio pedaggio, e la rilevazione in simili tratti di strada snatura lo spirito della norma stessa”, conclude Araca che, oltre alla soppressione dell’autovelox chiede la convocazione della conferenza provinciale permanente al fine di verificarne i presupposti dei requisiti previsti per legge.

Morosito