Parchi e caccia, incontro all’Ars

0
109

La quarta commissione legislativa permanente all’Ars ha preso in esame la riforma delle leggi su Parchi e riserve.
All’incontro erano presenti, tra gli altri, l’assessore al territorio ed ambiente, Maria Rita Sgarlata, il dirigente generale del dipartimento dell’assessorato, Gullo; l’onorevole Nino Germanà, vicepresidente della commissione agricoltura e foreste; i rappresentanti della Cia, la Confederazione degli agricoltori; l’avvocato Giunta del sindacato nazionale cacciatori oltre a Pietro Miraglia e Salvatore Lionetto in rappresentanza del Comitato di Protesta e proposta dei cacciatori dei Nebrodi.
Dopo i saluti il presidente della Commissione Ambiente, onorevole Trizzino ha invitato i presenti a formulare proposte costruttive, da inserire nell’iter per la riforma della legislazione su parchi e riserve siciliane.
“Il comitato di protesta e proposta – ha sottolineato Pietro Miraglia – in questi anni si è fatto promotore di iniziative,
manifestazioni, raccolte firme ed ha denunciato il disagio del mondo venatorio, unico soggetto espulso
dal territorio dei Nebrodi in cui si è voluto istituire un mega-parco di 85 mila ettari che comprende il
territorio di tre province e continua a creare disagi all’agricoltura ed agli allevatori per i divieti e i vincoli
che impediscono tutte le attività sul territorio”.  “I paesi che aderiscono al parco – ha poi aggiunto – in questi 21 anni, sono diventati sempre più spopolati, le campagne sono state abbandonate e la flora e la fauna pregiate sono scomparse e l’intero
territorio viene costantemente devastato da un esercito di maiali selvatici e cinghiali”. L’avvocato Giunta del sindacato nazionale cacciatori ha ribadito “l’esigenza di rivedere la legge sui parchi siciliani e l’avvio di una ricognizione sulle aree occupate da parchi e riserve naturali che, se dovessero risultare non idonee a mantenere i vincoli di protezione, vengano inglobati negli ambiti territoriali di caccia ex articolo 22 della legge regionale 1 del settembre 1997 numero 33”.
Per il Comitato di Protesta e proposta dei cacciatori dei Nebrodi, Salvatore Lionetto, ha sottolineato, nel suo intervento, “che i cacciatori sono tutti i giorni imprenditori, artigiani allevatori, contadini
studenti professionisti e soprattutto liberi pensatori amanti di uno sport sano e che, chi vuole esercitarlo,
per essere autorizzato deve possedere tutti i requisiti necessari per il rilascio di un porto d’armi (carichi
pendenti e casellario giudiziario ineccepibile). Lionetto ha anche ricordato il non trascurabile aspetto
economico legato alla caccia. “Il mondo venatorio – ha affermato – versa annualmente 9 milioni di euro,
comprendenti tasse regionali ed assicurazione inoltre l’indotto produce altri 30 milioni di euro. Nessuna
attività, spontaneamente versa, a costo zero, alla Regione milioni di euro”. Ha poi concluso lanciando
l’allarme “si rischia che l’attività venatoria, in futuro, non si potrà più esercitare per i costi proibitivi, i tanti
divieti e di conseguenza la mancanza di territorio cacciabile”.
L’onorevole Nino Germanà nel suo intervento, ha sostenuto “che la Regione prima di prendere
provvedimenti a favore dei Parchi, deve riflettere sulle attuali aree protette che nel passato sono state
gestite con sperpero di denaro pubblico e senza alcuna programmazione. Oggi parlare di istituire nuovi
parchi ed allargare il territorio del Parco dei Nebrodi è pura follia se si pensa che non si riesce
nemmeno ad assicurare lo stipendio al personale del parco. Situazione ancora più complessa in virtù
del fatto che i parchi dovranno autofinanziarsi poiché la Regione non può impegnare fondi a favore di
Enti improduttivi.
In chiusura è stato chiesto che la Commissione si faccia carico, se ci sono le condizioni, di rivedere i
confini delle aree protette per ridare ai cacciatori il territorio arbitrariamente sottratto.
I componenti della Commissione si sono detti favorevoli a recepire suggerimenti e consigli per portare
una riforma in porto che veda partecipi tutte le categorie compresi i cacciatori che hanno un ruolo
importante nell’equilibrio dell’ambiente e la salvaguardia del territorio.