Operazione Biancaneve, gli arrestati

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Morosito

Un’ennesima retata contro il traffico e lo spaccio di droga nel messinese.  I Carabinieri della Compagnia di Messina Sud, coadiuvati dalle Compagnie di Messina Centro e Milazzo e dagli uomini di Roma Monterotondo e Milano Porta Monforte hanno dato esecuzione stamani all’operazione “Biancaneve”, notificando 20 misure cautelari personali emesse dal Gip del tribunale di Messina Salvatore Mastroeni. In manette per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di cocaina e marijuana, spaccio di sostanze stupefacenti in concorso, usura ed estorsione, sono finiti: Antonino Tavilla, 25 anni, Tommaso Mangano, 35 anni, Giuseppe Viola, 37 anni, Fabio Abate, 27 anni, Andrea Aloisio Oteri, 32 anni, Ludovico Spuria, 24 anni, Danilo Lo Paro, 24 anni, Angelo Barnà, 25 anni, Nicolas Cannaò, 30 anni, Christian De Stefano, 24 anni, Giampiero Bitto, 26 anni, Antonio Micali, 27 anni, Giuseppe Antonio Utano, 31 anni, Pietro Giuseppe Trimarchi, 51 anni, Antonino Bonaffini, 41 anni, Nicola Tavilla, 49 anni, tutti di Messina, e Giuseppe Mazzù, 56 anni di Saponara. Ai domiciliari vanno Maria Letizia Barbera, 24 anni, e Melania Francesca Billè, 25 anni. Le indagini, condotte  dai Carabinieri di Giampilieri e coordinate dalla Procura della Repubblica di Messina, partirono nel Gennaio del 2011 quando furono i genitori di uno dei ragazzi coinvolti a chieder aiuto ai Carabinieri, preoccupati dalle continue e spesso violente richieste di denaro da parte del figlio e dalla sparizione da casa di alcuni oggetti preziosi. Da lì partirono una serie di controlli ed intercettazioni che portarono gli inquirenti ad appurare l’esistenza di un’organizzazione ben articolata, una vera e propria struttura dedita allo spaccio di stupefacenti, con aspetti tipici che caratterizzano l’organizzazione illecita, ruoli e compiti ben definiti per tutti i soggetti aderenti che per comunicare tra loro utilizzavano gli appellativi della favola dei sette nani, da qui il nome dell’operazione “Biancaneve”. A capo di questa organizzazione c’era il  25enne messinese Antonino Tavilla. L’attività di spaccio di cocaina e marjuana si sviluppava prevalentemente nei villaggi della zona sud di Messina. Le indagini hanno inoltre consentito di portare alla luce diverse attività di usura ed estorsione, condotte in più occasioni da Antonio e Nicola TAVILLA e Giuseppe MAZZU’, nei confronti di soggetti che venivano costretti, anche con pesanti minacce, a restituire le somme ottenute in prestito con interessi che potevano arrivare anche al 300%. In tutto sul registro degli indagati compaiono 38 persone, mentre un altro soggetto, destinatario di provvedimento cautelare, risulta attualmente irreperibile.