Il maresciallo Battaglia miglior comandante di stazione dell’anno

0
345
Morosito

n occasione del bicentenario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri, il maresciallo Filippo Battaglia è stato premiato a Roma quale miglior comandante di stazione dell’anno insieme ad altri 24 colleghi da tutta Italia per il rendimento e le capacità dimostrate nel servizio. Battaglia, 44 anni, sposato con tre figli, è entrato nell’Arma nel 1988. Dopo un periodo di servizio alle stazioni di Platì e Careri, è passato al nucleo operativo di Palermo e poi ha retto il comando della stazione di San Salvatore di Fitalia prima e in seguito dal 1994, quella di Tortorici. Qui si è distinto per le sue doti militari e professionali: nel corso degli anni ha permesso, grazie al suo operato, di eseguire diverse operazioni ed effettuare arresti che hanno colpito le organizzazioni criminali presenti nel territorio. Nel corso del suo servizio a Tortorici, Battaglia ha instaurato un buon rapporto con la cittadinanza. Non è la prima volta che il maresciallo riceve riconoscimenti per meriti di servizio. Nel 2011 e nel 2014 ha ricevuto un encomio semplice dal comandante della legione Sicilia per brillanti operazioni di servizio. Lo scorso 5 giugno il prestigioso riconoscimento ricevuto direttamente dal comandante generale: il premio quale miglior comandante di stazione insieme ad altri 24 colleghi. Un premio ricevuto perché “operante in territorio caratterizzato dalla pervasiva presenza di alcune tra le più pericolose cosche mafiose del messinese e da un diffuso clima di omertà – si legge nella motivazione – sorretto da grande capacità gestionale, elevatissima motivazione al servizio, ha evidenziato un’azione di comando particolarmente serena ed equilibrata. Tali doti hanno contribuito a elevare il rendimento della stazione, in una realtà contraddistinta da diffuso disagio sociale ed elevato indice di criminalità, e ad accrescere considerevolmente, nonostante la strenua resistenza delle organizzazioni criminali locali, la stima e la fiducia dei cittadini nell’Istituzione”.

l