Il “grande fratello” nel nido dell’aquila reale

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Cresce bene l’aquilotto nato dalla coppia di Aquila reale (Aquila chrysaetos) che ha nidificato quest’anno nel Parco dei Nebrodi, sulle Rocche del Crasto, presso Alcara Li Fusi. L’aquila arriva con la preda e imbecca piccolo aquilotto, che adesso ha più di un mese e comincia a spostarsi da un punto all’altro del nido. Questa scena (insieme ad altre) può essere osservata nel nido dell’aquila reale grazie ad un sistema di tele monitoraggio realizzato dall’Ente Parco. “Tutti i momenti di ciò che accade nel nido possono essere visti in diretta nel sito internet del Parco www.parcodeinebrodi.it,  da qualsiasi parte del mondo, una sorte di “reality naturalistico” che contribuisce a promuovere il parco, ma soprattutto permette all’Ente di monitorare (unico in Italia), sotto l’aspetto scientifico un sito di grande importanza faunistica per il Parco”. Lo ha dichiarato il Presidente del Parco, Giuseppe Antoci. Inizialmente gli aquilotti erano due, le due uova si erano schiuse uno il 5 l’altro l’8 maggio, dopo 45 giorni di cova, ma uno è morto per il triste fenomeno del “cainismo”, comportamento crudele che porta per istinto il fratello maggiore ad uccidere a beccate il più piccolo; anche questa scena è stata ripresa in diretta e registrata dall’Ente Parco dei Nebrodi. Adesso il piccolo crescerà rapidamente fino a raggiungere le dimensioni dei genitori, per poi, a circa 75 giorni, a fine luglio, involarsi dal nido. Il nido dell’Aquila reale di Alcara Li Fusi è fra i più monitorati che si conoscano; infatti, oltre al monitoraggio diretto effettuato nel sito di nidificazione da parte del personale esperto, grazie ad una telecamera posizionata accanto al nido, da diversi anni (dal 2006) l’Ente Parco sta conducendo l’esperienza del telerilevamento. Ogni anno è stato possibile assistere in diretta a tutto ciò che accade all’interno, dal  restauro del nido (che avviene nel mese di febbraio e consiste nell’apporto di nuovi rami), alla deposizione, cova e schiusa delle uova, fino al primo volo del giovane con l’abbandono del nido che avviene solitamente nel mese di luglio. L’Ente per non far arrecare disturbo al nido ogni anno (da marzo a fine luglio) interdice l’area alla fruizione, tranne per gli agricoltori e pastori che lavorano nella zona. L’aquila reale, depone due uova, ma quasi sempre soltanto uno degli aquilotti arriva all’involo in quanto statisticamente uno muore per cause naturali, o addirittura, come quest’anno, viene ucciso dal fratello più grande, nato qualche giorno prima, che effettua il fenomeno del “cainismo”; questo garantisce una rigorosa selezione naturale a questa specie di superpredatore, così chiamata perché è in grado di cacciare anche altri predatori come la volpe o la martora. La coppia d’Aquila reale che nidifica in questo sito, grazie all’elevato successo riproduttivo che è stato registrato negli ultimi decenni, risulta tra le più prolifiche d’Italia, indicatore inequivocabile dell’idoneità ambientale del territorio del Parco. Idoneità ambientale legata sia all’habitat ottimale ancora integro, che al cibo abbondante e diversificato. Tra l’altro, negli ultimi anni, in Sicilia purtroppo si sta assistendo ad un decremento della specie, ed attualmente a livello regionale ci sono soltanto una decina di coppie di aquile reali che si riproducono, e non sempre con successo, quindi l’alta produttività della coppia che nidifica ad Alcara Li Fusi è importantissima in quanto i giovani, che una volta involati rimarranno soltanto pochi mesi insieme ai genitori, si andranno ad insediare  in altri territori.

Il tele monitoraggio del nido ha una triplice funzione:

1)    Azione di vigilanza, che ha consentito, ad esempio, nel 2011, di far accorgere l’Ente Parco che l’aquilotto si era incastrato con una zampa ed un’ala nelle ramaglie del nido, e si è potuto salvare da morte certa solo grazie ad un immediato pronto intervento da parte dell’Ente.

2)    Di ricavare informazioni preziose di carattere scientifico, soprattutto sulla dieta e sul comportamento; infatti le immagini vengono registrate e possono essere riviste dagli studiosi.

3)    Di educazione ambientale, in quanto sono tantissimi gli appassionati che da tutto il mondo si collegano al sito internet del Parco per vedere questo “reality naturalistico; inoltre, l’aquila reale ha la funzione di “Specie bandiera”, grazie all’interesse, fascino e curiosità che suscita, molti si collegano per la prima volta al sito del Parco per vedere il nido dell’aquila e così facendo si avvicinano alle tematiche ambientali.