“Affari di famiglia”, Lunedì gli interrogatori

0
100

Saranno interrogate a partire da Lunedì le persone arrestate ieri nell’operazione “Affari di famiglia”, il blitz, condotto dai Carabinieri della compagnia di Sant’Agata Militello, che ha sgominato l’articolata rete che gestiva il mercato della droga nella zona tirrenico nebroidea, organizzata attorno alla famiglia mafiosa di Tortorici legata al clan dei Batanesi. Si comincerà con le dieci persone raggiunte da provvedimento cautelare in carcere, di cui 6 rinchiuse a Gazzi, 2 a Catania, 1 a Siracusa e ad Enna, poi sarà la volta dei nove che hanno ottenuto invece il beneficio degli arresti domiciliari. Al termine degli interrogatori i legali di fiducia presenteranno istanza al Gip per la revoca delle misure poi eventualmente si passerà al ricorso al tribunale della libertà. La strategia difensiva potrebbe puntare in particolare al ribaltamento del teorema accusatorio nella parte in cui si configura l’associazione a delinquere tra i soggetti coinvolti, che potrebbe anche essere derubricata ad un più semplice concorso tra gli indagati. A far dubitare della sussistenza del reato associativo era stato anche il fatto, riportato nella stessa ordinanza cautelare, che la Procura di Messina, vista la competenza della Dda, avesse restituito il fascicolo alla Procura di Patti. Gli inquirenti hanno comunque confermato che la restituzione della titolarità del procedimento a Patti non inficiasse l’originaria impostazione in relazione all’associazione criminale che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stata in mano a Francesco Conti Mica il quale, direttamente dal carcere di Gazzi, dove si trovava rinchiuso per rapina, utilizzando come messaggeri lo zio Antonino Conti Mica e la madre Luisa Bontempo, faceva pervenire le direttive a Tortorici, dove i fratelli Mirko e Alessandro Talamo sarebbero poi stati i referenti principali, trasferendo gli ordini sul territorio. Un altro passaggio chiave del procedimento giudiziario riguarderà infine i numerosi episodi di spaccio contestati agli indagati.