Fake, regge l’accusa

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Ha retto il teorema accusatorio dell’operazione “Fake” al vaglio dell’udienza preliminare. Il Gup del Tribunale di Patti, Maria Giuseppa Scolaro, dopo tre ore di camera di consiglio, ha emesso il primo verdetto. Sono stati cinque i proscioglimenti totali, otto quelli parziali. Le altre 93 persone sono state tutte rinviate a giudizio, davanti al tribunale collegiale di Patti, per l’udienza del 9 gennaio 2015. Escono dal procedimento il consigliere comunale, Giovanni Franchina (difeso dall’avvocato, Tindaro Giusto), imputato di associazione a delinquere e voto di scambio, prosciolto per non aver commesso il fatto. Escono anche Daniela Tumeo, Maria Alessandra Scarcella, Katia Marabello e Michela La Cauza, imputate di truffa aggravata in concorso nei corsi regionali di formazione, anche loro prosciolte per non aver commesso il fatto. Proscioglimenti parziali sono stati disposti per Francesco Gullo, Marcella Gregorio, Domenico Pontillo, Venera Genovese, Giuseppe Abbate, Manuela Vitale, Laura Zingale e Maria Pia Germanà. Il gup ha mantenuto per quasi tutti gli imputati le imputazioni contestate a vario titolo dal pm, Rosanna Casabona: associazione a delinquere finalizzata al falso in atto pubblico e al voto di scambio, per circostanze collegate alle elezioni amministrative del 2011, poi svariati episodi di falso collegati ai trasferimenti di residenza, poi falso in atto pubblico, voto di scambio, soppressione di atti pubblici, nel caso specifico i verbali dei vigili urbani e infine truffa aggravata in concorso e falso relativi ai corsi regionali di formazione. Dei 156 indagati solo per 93 si celebrerà il processo, che si preannuncia lungo e articolato, dove potranno essere prospettate anche le vicende relative a ricorsi per contestare le misure cautelari e anche ad una sentenza della Cassazione. Solo per due imputati, si celebrerà il rito abbreviato il 24 ottobre prossimo. L’operazione Fake, portata a termine dalla polizia di Patti, scattò nel marzo 2013; furono emesse dodici misure cautelari, sette agli arresti domiciliari e cinque con obblighi e divieti di dimora e 156 avvisi di garanzia.

di Massimo Natoli