Bonifica mancata, la Cisl denuncia

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Un accordo di programma che dispone ancora di una possibilità di spesa di circa 4 milioni per la bonifica dell’area di Milazzo e la possibilità di impiegare competenze professionali del luogo espulsi dalle imprese che sono andate in crisi. È questo in sintesi quanto emerso nella Conferenza dei Servizi istruttoria svoltasi al Ministero dell’Ambiente che ha impegnato l’Arpa di Messina a realizzare uno studio capace di definire quali livelli di concentrazioni inquinanti, in particolare di ferro e manganese sono presenti nel territorio dell’area complessiva di Milazzo. Ma il Ministero dell’Ambiente ha chiesto all’Arpa di definire anche un set di sostanze inquinanti riferibili alle attività produttive presenti in loco, sulle quali chiedere le analisi dei suoli e della falda da parte degli operatori dell’area. La Cisl condivide l’urgenza di procedere al bando della gara per l’esecuzione delle analisi ma, alla luce della crisi occupazionale che caratterizza l’area,  ritiene debba essere inserita nel bando l’obbligo per gli esecutori dei lavori, di assumere una parte dei lavoratori che sono stati messi in mobilità dalle diverse aziende dell’area di Milazzo. La Cisl di Messina, unitamente alla Cisl siciliana e alla Cisl nazionale formalizzeranno tale richiesta al Ministero dell’Ambiente e alla Regione Sicilia. Una verifica sul piano dei lavori della Regione Sicilia è prevista per la fine di giugno e l’intero quadro della bonifica dell’area dovrebbe cominciare ad avere una configurazione più definita. “Le risorse attualmente disponibili vengono dichiarate già insufficienti per l’intera bonifica dell’area,conclude la Cisl,  ma l’assurdo è che a due anni dell’assegnazione di 4milioni e mezzo alla Regione , nemmeno un euro è stato ancora investito