Capo d’Orlando, precari verso lo sciopero

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Stato di agitazione e segnalazione del grave momento di difficoltà al Prefetto di Messina. I precari del comune di Capo d’Orlando compiono un ulteriore passo verso lo sciopero contro gli ormai intollerabili ritardi nella corresponsione del loro 
stipendio. Una problematica collegata alle difficoltà della Regione nell’approvazione della finanziaria e nel trasferimento dei fondi, ma che i lavoratori vogliono rappresentare anche all’amministrazione comunale che utilizza le loro prestazioni per tenere spesso in vita uffici e servizi alla cittadinanza. 
Nella sala consiliare del comune orlandino, i 140 lavoratori a tempo determinato e impegnati in ASU, sono tornati a riunirsi in assemblea “per adottare- come hanno sostenuto nel documento finale inviato alla Regione ed all’amministrazione – tutte le iniziative necessarie a far fronte alla situazione ormai insostenibile per tutti, derivante dalla mancata corresponsione degli stipendi mensili che crea delle enormi difficoltà per la sopravvivenza quotidiana personale e delle rispettive famiglie”.
“Siamo in una situazione disperata- hanno spiegato Giuseppe Leggio e Massimo Bontempo- perché oltre a non percepire da cinque mesi gli stipendi, vediamo all’orizzonte una mancanza totale di una prospettiva di lavoro “sicuro”. La 
promessa stabilizzazione ormai si allontana sempre di più e ci sentiamo sull’orlo del baratro abbandonati dalla politica regionale che in passato ci ha utilizzato ed illuso a scopi elettorali”.
All’incontro erano presenti il sindaco Enzo Sindoni ed alcuni componenti la giunta, che hanno mostrato ancora una volta la vicinanza e solidarietà ai lavoratori, ma hanno evidenziato pure l’impossibilità di far fronte al pagamento di tutti gli stipendi per diversi motivi, tra i quali il mancato trasferimento somme regionali.
“Il sindaco- dice Bontempo, del Movimento Giovani Lavoratori- ha dichiarato che farà di tutto per poter pagare, nel mese di giugno, almeno una mensilità, pur conscio che questo non risolverà il problema. Per questo come assemblea abbiamo deciso di proclamare lo stato di agitazione di tutto il personale in servizio al Comune, investendo della problematica anche il prefetto di Messina, riservandoci, dopo le elezioni europee, di intraprendere tutte quelle iniziative locali e regionali a tempo indeterminato, al fine di poter dare soluzione certa e definitiva al problema “lavoro” e pagamento stipendi, consapevoli che tutto ciò comporterà delle ripercussioni sul buon andamento della macchina amministrativa per la mancata erogazione dei servizi”