Sinagra: gare, ordinanze ed incarichi paralleli

0
51

Uno strano asse, fatto di attacchi a chi cita atti e riporta fonti, di insulti strillati sulle pagine dei social network, di comunicati stampa che diventano “dogma”.
E’ quello che in questi giorni sta accadendo intorno alla vicenda della gara d’appalto, mai assegnata, al comune di Sinagra per lo svolgimento del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti.
La vicenda, riportata meticolosamente da Amnotize.it, con stralci degli atti, è semplice. Il comune di Sinagra ha svolto una gara d’appalto, ha ottenuto un ribasso del 21% (sulla parte non comprimibile del precedente contratto e quindi di circa l’8% sul servizio complessivo), ma è stata bloccata da una diffida ed un ricorso di altre aziende.
Per non vedersi sommersa dall’immondizia, il 7 gennaio, ha deciso di tornare sui propri passi ed ha trasformato la gara (ovvero i ribassi praticati nelle offerte) in una ordinanza all’impresa Pippo Pizzo di Montagnareale che da quel giorno svolge il servizio.
Insomma, una gara che sostanzialmente si è trasformata una indagine di mercato (quello che hanno fatto gli altri 32 sindaci sui 33 che facevano parte dell’Ato 1, sostenendo che la legge non consente gare in questa fase di transizione tra Ato e Aro).
La procedura del comune di Sinagra, però, si è rapidamente trasformata in strumento di battaglia politica a Capo d’Orlando. L’associazione Paese Parallelo ha infatti utilizzato la procedura di Sinagra (omettendo di dire che alla fine tutto era sfociato in ordinanze) per accusare il comune orlandino di aver utilizzato l’ordinanza a scapito di una gara.
Ordinanze del comune di Sinagra (la 1 e la 3 del 2014) che pur mettendo a riparo il comune dal ricorso dell’impresa giunta seconda, hanno prodotto un incarico legale che il comune ha assegnato per difendersi di fronte al Tar. Incarico andato al legale, ma anche presidente dell’associazione Paese Parallelo, Salvatore Librizzi. La delibera di giunta numero 14 del 14 febbraio, pubblicata anche sul sito del comune, infatti, assegna 5.000 euro al professionista. Non si sa se l’incarico sia stato o verrà revocato. Ma certamente, se il legale verrà pagato si rischia di vanificare il famoso ribasso di 6.000 euro della gara spendendone 5.000 (oltre Iva e Contributi previdenziali) solo per non aver voluto annullare un atto superato dalle ordinanze.
Clicca qui per leggere la delibera di incarico Librizzi

Morosito