Sinagra, gare, rifiuti e chiacchiere

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Un bando di gara impugnato ed una polemica che in questi giorni è stata portata avanti dall’associazione Paese Parallelo per dimostrare che il comune di Capo d’Orlando (al pari degli altri 31 dell’ex Ato 1) non sia stato virtuoso come quello di Sinagra nel garantire il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. In pratica, secondo quando detto in più incontri nelle ultime settimane da Paese Parallelo, in quel centro è stata fatta una gara per dare il servizio durante la fase di transizione dagli Ato agli Aro, mentre altrove (tra cui Capo d’Orlando) no, negando risparmi importanti sulle bollette dei cittadini. Ricostruzione questa, smentita nel corso di una conferenza stampa dall’amministrazione comunale di Capo d’Orlando e, invece, rivendicata dal comune di Sinagra. Ma qual è il motivo del contendere ? Secondo Capo d’Orlando, e tutti gli altri comuni che hanno fatto ricorso alle ordinanze, non è possibile fare gare d’appalto sino a quando la Regione non darà il via libera alla nascita degli Aro e per questo la loro strada è l’unica percorribile. Andiamo per ordine: in effetti il comune di Sinagra bandì una gara di procedura aperta pubblicata all’Albo il 10 dicembre 2013. A quella gara parteciparono inviando le offerte entro il 24 dicembre tre ditte ovvero Ecorecuperi di Caltanissetta, Pippo Pizzo di Montagnareale e Multiecoplast di Torrenova. Il 27 dicembre si svolse la gara che venne aggiudicata alla Pizzo con un ribasso del 21% contro il 7,11% ed il 5,40% delle altre due aziende. Pochi giorni dopo al comune di Sinagra giunse una prima richiesta di annullamento della gara da parte della Gilma di Torrenova. Quest’ultima, infatti, contestava il fatto che il bando fosse stato tenuto all’albo meno dei 15 giorni previsti. Tesi bollata come pretestuosa dal comune di Sinagra che (a differenza di quanto sostenuto nel verbale di gara del 27 dicembre) afferma che sarebbero bastati 5 giorni di pubblicazione in quanto gara con procedura di urgenza. Incarico Nella stessa giornata anche la Multiecoplast scrive al comune di Sinagra, stavolta per impugnare la gara perché l’offerta con un ribasso del 21% sarebbe palesemente anomala oltretutto per una impresa che avrebbe dovuto impiantare l’intero servizio. Il giorno dopo arriva anche la diffida alla consegna del servizio della stessa Multiecoplast. Anche questo aspetto contestato dal comune che però, invece di procedere al verbale di assegnazione, il 7 gennaio, decide di dare alla “Pizzo”, per i successivi tre mesi, l’incarico con l’ordinanza numero 1 ed al prezzo praticato nella gara (se la gara fosse stata assegnata, perchè le ordinanze ?). ordinanza Così con due ordinanze la “Pizzo” svolgerà il servizio sino al 30 giugno. Ma in questo bailamme di scontri tra le aziende ed il comune va anche fatta chiarezza sul famoso -21% rispetto a ribassi più marcati praticati dalle varie aziende in altri comuni. Quella percentuale, infatti, è relativa alla sola parte non soggetta a ribasso di 42.820 euro escludendo ovviamente stipendi e costo di discarica. Altrove, invece, i ribassi sono stati fatti su importo complessivo e quindi siamo intorno alle stesse percentuali. Tornando alle polemiche su Sinagra appare quindi un semplice equilibrismo dialettico ribadire che la gara è stata svolta. Una gara che, sfociata in ordinanze, è equiparabile alle indagini di mercato svolte altrove, con la differenza che (se i ricorsi andranno avanti) l’ente dovrà sborsare soldi per difendersi. Stucchevole, invece, dal punto di vista politico, la battaglia intrapresa dal sindaco per differenziarsi di fronte all’opinione pubblica dai propri colleghi dell’ex Ato 1 che hanno scelto la strada dell’ordinanza.