“Coccodrillo”, tre assoluzioni e tre condanne

0
144
Morosito

Si è concluso con tre sentenze di condanna e tre assoluzioni il processo stralcio, celebrato al Tribunale di Patti, scaturito da uno dei filoni connessi all’operazione antidroga “Coccodrillo”. Il pubblico ministero Giuseppe Verzera, nella sua requisitoria, aveva chiesto la condanna per tutti gli imputati per sessantadue anni complessivi. Il collegio giudicante, presidente Lazzara a latere Molina e Scarpato ha invece dichiarato colpevoli Luana Rita Nicosia, di Santo Stefano di Camastra, condannata a 4 anni e sei mesi di reclusione, Luigi Mammana, di Sant’Agata Militello, condannato a 4 anni e tre mesi, ed Angelo Di Fazio, di Adrano, condannato a 1 anno e sei mesi. I primi due sono stati quindi condannati anche all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. A tutti viene contestato accusate a vario titolo il traffico di stupefacenti tra la zona tirrenico-nebroidea della provincia di Messina ed il capoluogo peloritano. Assolti, invece, perché il fatto non sussiste l’acquedolcese Benedetto Cassarà, difeso dall’avvocato Alvaro Riolo,  e gli stefanesi Ignazio Volo e Salvatore Torcivia, quest’ultimo difeso dagli avvocati Franca Mirenda e Alessandro Pruiti. Il processo relativo all’operazione Coccodrillo era in origine incardinato al Tribunale di Mistretta e successivamente trasferito a Patti dopo la chiusura della sede giudiziaria nel centro montano. Lo stesso filone giudiziario vedeva inizialmente alla sbarra 46 persone, accusate a di traffico di stupefacenti tra Sicilia e Calabria. A Luglio dello scorso anno al tribunale di Messina si era chiuso con trentuno condanne, per complessivi 227 anni di carcere, ed un’assoluzione il processo con il rito abbreviato, mentre altri indagati avevano già optato in precedenza per il patteggiamento. L’operazione antidroga “Coccodrillo” scattò la mattina del 25 Maggio 2012 quando i Carabinieri notificarono 45 ordinanze di custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio, oltreché per numerosi episodi singoli di detenzione e spaccio di stupefacenti e  armi. L’inchiesta ricostruì uno scenario in cui, tra il 2007 ed il 2008, due gruppi avevano in mano la gestione del traffico di droga sull’asse Calabria-Sicilia, con collegamenti in particolar modo nella zona della provincia di Messina tra Barcellona e Mistretta.