Sant’Agata Militello: una poltrona per tre

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E poi dicono che la politica non attira: a Sant’Agata Militello sono addirittura in tre a contendersi una poltrona in consiglio comunale. Si tratta del seggio abbandonato suo malgrado da Marco Donato Lemma, dichiarato decaduto dal Prefetto in quanto sottoposto nel 1995 a misura di prevenzione nell’ambito dall’operazione Mare Nostrum. Al suo posto, è entrata in consiglio Rita Fachile, prima dei non eletti nella lista del Partito democratico. La Fachile, a sua volta, in ottemperanza all’obbligo di rimozione delle cause d’incompatibilità, dovette rinunciare al ricorso pendente al Cga, contro l’attribuzione dei seggi che aveva consegnato la maggioranza in consiglio alla coalizione opposta al sindaco Carmelo Sottile.  Le acque, però, non si sono per nulla acquietate. Subito dopo la surroga, lo stesso Donato Lemma ha presentato le sue controdeduzioni avverso la decisione di decadenza adottata del prefetto, ribadendo di essere stato assolto da ogni accusa nel procedimento penale che lo vedeva coinvolto e da cui scaturì la misura di prevenzione causa dell’incandidabilità.  Adesso arriva, quindi, un altro ricorso, presentato da Enrico Natale, primo dei non eletti nella lista “Sant’Agata Domani”, quella di riferimento dell’assessore Nino Testa, fresco di nomina a vice sindaco. Natale, tramite l’avvocato Antonio Catalioto, ha chiesto al Tar di Catania di riconsiderare i voti di preferenza attribuiti a Donato Lemma, con voto o con la doppia preferenza di genere. Il Tar, infatti,  secondo Natale, dovrebbe valutare un eventuale annullamento dei voti di lista attribuiti al PD ma espressi con la preferenza singola a Donato, dichiarato incandidabile  e dunque nulli. Voti che potrebbero fare la differenza appannaggio della lista civica “Sant’Agata Domani”  , consentendo dunque l’attribuzione di un secondo seggio e quindi l’elezione di Natale. La telenovela, dunque, continua.