Comuni contro i nuovi tagli, lunedì assemblea a Palermo

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Una riforma delle autonomie locali che parta dalla semplificazione legislativa, da una interlocuzione concreta con i comuni e dalla effettiva soluzione dei problemi contingenti, tra gli altri rifiuti, acqua, precari, bilancio, territorio e servizi. Di questo si discuterà lunedì prossimo a Palermo all’assemblea dell’ANCI Sicilia. Il federalismo fiscale che avrebbe dovuto essere uno strumento per destinare nuove risorse ai comuni, con la riduzione dei trasferimenti statali e regionali, si è rivelato inadeguato, tanto che svariati enti locali presentano uno stato di dissesto o di predissesto. Con la progressiva diminuzione di queste risorse, i comuni sono stati lasciati soli e costretti a far pagare buona parte dei servizi e ad aumentare le aliquote dei tributi locali. Una situazione gravissima a cui si aggiunge oggi la crisi economica ed occupazionale del paese; la Sicilia, come sempre, paga il suo scotto e preoccupa l’insorgenza di forti tensioni sociali. Con questo stato di fatto i sindaci sono e restano in trincea, i primi a fronteggiare questo disagio e a rispondere al cento per cento dei problemi economici e sociali; non solo, ma per le competenze a cui devono far fronte, rischiano, oltre l’incolumità personale, anche per responsabilità di tipo penale, civile, amministrativo e contabile. Con il baratro del dissesto finanziario alle porte, la sussistenza dei tagli, la carenza dei servizi e degli investimenti (soprattutto per i comuni superiori a 5000 abitanti) e l’innalzamento dei tributi locali, la situazione nei comuni è insostenibile. Con questi presupposti occorrono perciò adeguati interventi di riforma da parte dello Stato e della Regione, sfruttare appieno la potestà legislativa regionale e prospettare una riforma che possa incidere strutturalmente sulle difficoltà finanziarie e sui livelli di efficienza dei servizi offerti a cittadini ed imprese. La legge istitutiva delle città metropolitane e dei liberi consorzi di comuni, se per certi versi può rappresentare una soluzione, per altri potrebbe anche innescare un ulteriore fattore di destabilizzazione ed incertezza. Per l’ANCI è necessario istituire il consiglio delle autonomie locali, dove i comuni possano esprimere pareri sui disegni di legge in discussione all’ARS, per concordare percorsi credibili e risolutivi. E’ necessario un testo unico per gli enti locali siciliani, dove indicare le materie per le quali non si applica la normativa nazionale, in modo da semplificare l’ordinamento degli enti locali siciliani e la successiva azione dei comuni. Altre proposte potranno essere discusse e approvate in modo da ridare ossigeno ai comuni e di seguito alle collettività di riferimento.
“Con la manifestazione del 5 maggio organizzata dall’ANCI Sicilia, noi sindaci vogliamo ribadire al Presidente Crocetta le difficoltà che i comuni stanno vivendo, ha dichiarato Eduardo Spinella, sindaco di Gioiosa Marea e componente della Conferenza Regione-Enti Locali. L’ulteriore taglio di 100 milioni di euro in quota investimenti (da 180 a 80 mln) che ci viene prospettato si ripercuote sulle rate dei mutui per l’ammortamento dei debiti e obbligherà i comuni a trovare le risorse nei bilanci. Il problema è che non ci sono più risorse nei bilanci comunali che di anno in anno si assottigliano sempre più (il fondo per le autonomie locali, negli ultimi quattro anni, è passato da 900 a 400 milioni di euro). Se da un lato questo dato testimonia che i nostri comuni si sono sottoposti ad una ferrea spending review, dall’altro ci obbliga a gridare che tagliare ancora i fondi destinati proprio ai comuni si traduce nell’impossibilità di approvare i bilanci di previsione 2014. Non possiamo effettuare ulteriori tagli alla spesa corrente e quindi ai servizi essenziali da erogare alle famiglie e non possiamo certamente chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini alla luce delle difficoltà e della mancanza di lavoro che le nostre comunità tutte stanno vivendo.”