Gioiosa Marea, la chiesa dimenticata

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Morosito

Ennesimo, accorato appello di  Padre Salvatore Danzì, parroco di Gioiosa Marea, per la Chiesa Madre. Da quattro anni ormai, era il 24 marzo del 2010, la Chiesa dedicata al patrono San Nicola è inagibile a causa del crollo del controsoffitto proprio sopra l’altare centrale. Tutto è rimasto uguale come quel giorno, tranne la polvere che aumenta in continuazione. Durante l’ottava di Pasqua, giorno di festa grande per Gioiosa Marea che ricorda l’esodo della comunità dall’antico sito di Gioiosa Guardia alla zona marina, padre Danzì ha rivolto l’ennesimo accorato appello alla Regione. “Per colpa dell’insipienza della politica regionale, a causa delle istituzioni cosiddette competenti – ha affermato padre Danzì – la Chiesa Madre rimane chiusa e umiliata, come la dignità stessa di questa città e della sua gente”. “Per i responsabili evidentemente questa chiesa è poca cosa – ha proseguito il parroco – talmente poca da poterla abbandonare all’incuria, allo sfacelo, alla distruzione. Come se noi stessi cittadini di Gioiosa – ha affermato Padre Danzì citando il Vangelo – fossimo una burla”. Un protesta forte e civile, quella del parroco, in un giorno simbolo per Gioiosa Marea, nella speranza di arrivare a quei potenti che finora si sono presi gioco di un’intera comunità con promesse scritte sulla polvere. “Questa Chiesa è un bene di tutti e non di qualcuno – ha detto il sacerdote – tutti i beni comuni appartengono a tutti, sono l’identità stessa di un popolo, di un comunità. E dinanzi alle cose comuni non ci sono maggioranze nè minoranze amministrative, l’egoismo e la cecità degli uomini non è nè di destra nè di sinistra. Le cose comuni non si possono demolire nè brevettare”.