Statale 113, il pericolo delle frane mai risolto

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Capo Calavà, Capo Skino, Palombaro, Torre Ciavole, Santa Carrà, Testa di Monaco, Drago, Marmoro e, da qualche giorno, anche Rosmarino. Sono le zone in cui ormai, sulla Statale 113, si viaggia soprattutto col naso all’insù, facendo attenzione a che pietre e terra non finiscano sull’auto. Zone che hanno significato disagi in qualche caso durati mesi o, come nel caso di Capo Skino a Gioiosa Marea, proteste popolari con blocchi ferroviari o addirittura una vittima precipitato in un dirupo per tentare di scavalcare l’interruzione stradale. E solo per fortunate coincidenze (come avvenuto nei giorni scorsi a Sant’Agata) non si sono verificate tragedie. Fronti che gli uomini dell’Anas conoscono bene e nei quali negli ultimi cinque anni sono state spese somme ingentissime per consolidamenti e interventi tampone che hanno permesso la riapertura della statale. Solo lo scorso anno, all’altezza di Capo d’Orlando sono stati spesi quasi 130.000 euro per tornare a garantire transito e sicurezza su una strada nevralgica per la circolazione. L’Anas si è occupata del costone a ridosso di via Benefizio dove con circa 80.000 euro si è provveduto a sistemare una recinzione paramassi. Così come a Gioiosa Marea Piraino, Brolo e Naso. Un nuovo investimento serve a Sant’Agata Militello.
Gli ultimi anni di dissesto idrogeologico nel messinese hanno dimostrato che si va avanti solo a fronteggiare le emergenze e non si trovano i soldi per prevenire. La stragrande maggioranza delle colline che sovrastano la Statale tra Gioiosa Marea e Capo d’Orlando (una ventina di chilometri) sono inserite in zona R4, quella di massimo pericolo, nel Piano di Assetto Idrogeologico predisposto dalla Regione. Secondo un recente studio dell’Anas solo per fronteggiare i pericoli in contrada Drago a Capo d’Orlando necessitano veri consolidamenti per circa 3 chilometri e servirebbero milioni di euro per una reale sicurezza della collina. Soldi che al momento non riesce a mettere a disposizione nessuno. Basti pensare che in contrada Marmoro, dove una frana ha trascinato due villette, non si è andati oltre il monitoraggio. Ma sino a quando non si penserà ad investire, il rischio di frane rimane alto con pericoli per la sicurezza degli automobilisti e di chi risiede, oltre che mesi di disagi come quelli affrontati dai cittadini.