“Coccodrillo”, chieste sei condanne

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Si è conclusa con la richiesta di sei condanne per sessantadue anni complessivi di carcere la requisitoria del pubblico ministero Giuseppe Verzera nell’udienza di primo grado  scaturita da uno dei filoni processuali connessi all’operazione antidroga “Coccodrillo”. Gli imputati per i quali il pm ha chiesto la condanna al giudice di Patti sono Benedetto Cassarà di Acquedolci, Luigi Mammana, di Sant’Agata Militello, Luana Nicosia, Ignazio Volo e Salvatore Torcivia, residenti a Santo Stefano di Camastra e Angelo Di Fazio di Adrano. Le richieste dell’accusa variano dai 14 anni di carcere a carico di Cassarà ai 13 per Di Fazio e Nicosia. 12 anni di reclusione chiesti per Volo, 9 anni, invece, per Mammana, 3 per Torcivia.  Il processo relativo all’operazione Coccodrillo era in origine incardinato al Tribunale di Mistretta e successivamente trasferito a Patti dopo la chiusura della sede giudiziaria nel centro montano. Si tratta però di uno dei filoni giudiziari, visto che il rito vedeva inizialmente alla sbarra 46 persone, accusate a vario titolo di traffico di stupefacenti tra la zona tirrenico-nebroidea della provincia di Messina ed il capoluogo peloritano, con ramificazioni che giungevano perfino in Calabria. A Luglio dello scorso anno al tribunale di Messina si era chiuso con trentuno condanne, per complessivi 227 anni di carcere, ed un’assoluzione il processo con il rito abbreviato, mentre altri indagati avevano già optato in precedenza per il patteggiamento. L’operazione antidroga “Coccodrillo” scattò la mattina del 25 Maggio 2012 quando i Carabinieri notificarono 45 ordinanze di custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio, oltreché per numerosi episodi singoli di detenzione e spaccio di stupefacenti e  armi. L’inchiesta ricostruì uno scenario in cui, tra il 2007 ed il 2008, due gruppi avevano in mano la gestione del traffico di droga sull’asse Calabria-Sicilia, con collegamenti in particolar modo nella zona della provincia di Messina tra Barcellona e Mistretta.  Attraverso una fitta rete di spacciatori, i sodalizi criminali assicuravano l’arrivo della droga sulle principali piazze nebroidee e messinesi, scegliendo come luoghi privilegiati per lo spaccio i centri di aggregazione più frequentati dai giovani. Nella rete dell’operazione Coccodrillo, durante la quale furono sequestrati oltre 14 chilogrammi tra marijuana ed hashish, oltre a personaggi già noti finirono anche incensurati ed altre figure insospettabili. Dopo le richieste del Pm , l’udienza è stata aggiornata al  16 Maggio