Rifiuti, scontro Sindoni-Paese Parallelo

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“Comprendo il disagio di chi vede scendere il costo delle bollette e constata come Capo d’Orlando si distingua per la pulizia. Non posso però lasciare correre gravi ed infondate accuse nei miei confronti, sulle quali è opportuno si pronunci l’Autorità Giudiziaria”. Inizia così la nota del sindaco di Capo d’Orlando Enzo Sindoni, con la quale ha deciso di autodenunciarsi alla Procura della Repubblica di Patti. L’obiettivo, per quanto provocatorio è chiaro, portare un tribunale a pronunciarsi sulla legittimità dell’ordinanza con la quale il comune ha prorogato il servizio di raccolta e conferimento rifiuti in attesa dell’entrata in vigore dell’Aro. Un atto pesantemente contestato dall’associazione Paese Parallelo che fa riferimento ad alcuni consiglieri di minoranza. L’associazione, costituitasi intorno alla candidato a sindaco sconfitto da Sindoni alle ultime amministrative, scriveva che “La grave decisione del sindaco di non indire una gara d’appalto pubblica e, quindi, di impedire ad altre imprese concorrenti operanti nel settore di partecipare in regime di libera concorrenza, pregiudicava  ancora una volta la possibilità di ridurre le spese che i cittadini devono sostenere per un servizio i cui costi sono abbondantemente superiori alla media regionale e nazionale.”.Ed ancora, in quella nota si accusava l’amministrazione di garantire interessi particolari intorno ad un affare da 250 mila euro al mese. Sindoni ricorda nel suo esposto autodenuncia” di aver seguito l’unica via percorribile in attesa della nascita degli ARO, senza condizionamento alcuno, con l’obiettivo di garantire il migliore servizio al minor costo”. Così Sindoni chiede sia la procura a dirimere ogni dubbio: accertare se vi siano state scorrettezze da parte dell’amministrazione o se vi siano calunnie da parte di Paese Parallelo.

Morosito