Omicidio Segrate, contrasti economici alla base?

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Era originario di Ucria il 69enne Carmelo Orifici (nella foto), ucciso ieri a Segrate, in provincia di Milano, dal socio della sua impresa edile. La strage si è consumata nel pomeriggio di ieri. L’omicida, Domenico Magrì, 82 anni, originario catanese (foto in basso), si è recato sul cantiere dell’azienda a Rovagnasco, una frazione di Segrate, ed ha freddato il socio con un colpo di pistola alla testa. Rimessosi a bordo della propria autovettura, quindi, l’uomo ha percorso altri 36 chilometri, fino a Bottanuco, in provincia di Bergamo, dove risiede. E’ entrato in casa, ha sparato alla moglie inferma, Maria Artale,  ed infine si è suicidato con la stessa arma, una calibro 7,65 regolarmente detenuta. Ancora da chiarire il movente dell’omicidio suicidio ma, a quanto sembra, alla base ci sarebbero problemi economici. Secondo le cronache locali , infatti, Magrì avrebbe deciso di vendere le proprie quote della società  ed avrebbe avuto forti contrasti col socio per trovare l’accordo economico.  La notizia ha fatto rapidamente il giro delle cronache nazionali ieri, è si è subito diffusa ad Ucria, dove risiedono ancora uno zio paterno e due zii materni di Carmelo Orifici. L’uomo, sposato con una donna di origini palermitane e padre di quattro figli, aveva frequentato le scuole superiori a Patti, poi si era trasferito da Ucria per il nord Italia oltre 30 anni fa, in cerca di fortuna. Nel centro nebroideo tornava spesso per le proprie ferie, soprattutto nel periodo estivo. All’inizio degli anni ’90 Carmelo Orifici, era stato coinvolto nelle inchieste ‘Mani pulite’, nella quale fu arrestato il fratello Achille, sindaco di Segrate a metà degli anni ’70,  poi scagionato dalla Corte di Cassazione. Ad Ucria la famiglia di Carmelo Orifici possiede ancora due appartamenti e l’uomo, così come i fratelli,  era particolarmente conosciuto.

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