Omicidio Bruno, via al processo

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Morosito

E’ stata caratterizzata da numerose eccezioni preliminari la prima udienza del processo in Corte d’Assise a Messina a carico del 20enne Sebastian Oriti, autore dell’accoltellamento avvenuto l’11 febbraio a Rocca di Capri Leone e nel quale perse la vita il coetaneo Andrea Bruno. Davanti al presidente Todaro si è proceduto ad incardinare il delicato processo nel quale l’avvocato Decimo Lo Presti, difensore di Oriti, ha riproposto l’abbreviato condizionato ad una nuova perizia sull’imputato o sull’esame di una testimone riguardo il possesso dell’arma. Richiesta già avanzata in fase preliminare e non accordata dall’accusa che anche stavolta, con il Pm, Rosanna Casabona, si è opposta. Il giudice deciderà a breve.
Il reato contestato ad Oriti, attualmente detenuto al carcere di Termini Imerese è quella di omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione e dei futili motivi.
L’udienza è stata aggiornata al 23 aprile quando inizierà l’escussione dei 15 testimoni chiamati dall’accusa e dalla parte civile Adele Pintabona, madre di Andrea Bruno, difesa dall’avvocato Giuseppe Mancuso. I fatti avvennero l’11 febbraio del 2013, a Rocca di Capri Leone, durante il periodo delle manifestazioni per il Carnevale. I due giovani, in lite per una ragazza contesa, da giorni si scambiavano screzi tramite i rispettivi profili Facebook. Dopo un alterco in una sala da ballo Sebastian Oriti si appostò all’incrocio tra via Italia e via Europa, nei pressi della chiesa Maria Santissima del Tindari e proprio di fronte l’abitazione di Andrea Bruno.  Uscito di casa, il giovane meccanico trovò quindi il rivale ad attenderlo, ricevendo, come confermato dall’autopsia, cinque coltellate al torace ed alla regione addominale. Andrea Bruno riuscì a trascinarsi fino nell’androne della propria palazzina dove venne soccorso da alcuni vicini, e trasferito in ambulanza all’ospedale di Sant’Agata Militello, dove, morì poco dopo.