Pumex, gli operai dimenticati

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Dal primo gennaio scorso gli ex dipendenti della cave di pomice non percepiscono più il sussidio per le attività di pubblica utilità svolte al Comune. Dopo l’impugnativa da parte del Commissario di Governo dell’art.47 della legge Finanziaria, gli operai ex Pumex sono rimasti senza retribuzione. “Ma una soluzione va individuata a tutti i costi – afferma Clara Crocè della Funzione Pubblica Cgil – perché gli operai sono al limite della sopportazione. Tutto può essere detto, tranne che questi lavoratori, dal 2007 ad oggi, non abbiano fatto il possibile per veder loro riconosciuto, anzi restituito, quel sacrosanto diritto al lavoro che si sono visti “scippare” senza colpo ferire”. Gli operai impiegati nella ex cava di pomice di Lipari sono rimasti “a spasso” dopo la chiusura della fabbrica in cui si estraeva e si lavorava la “pietra bianca”, per consentire l’inserimento del sito eoliano nell’elenco dei siti patrimonio dell’Umanità. Ma, prosegue la Crocè, nonostante i molteplici annunci, non è mai seguito un concreto e serio piano di reinserimento dei lavoratori, come dimostra l’attuale condizione in cui gli stessi operai si trovano a vivere, anzi a sopravvivere.  “In questi mesi – continua la Crocé – si sono “materializzati” una serie di tentativi, piuttosto farraginosi e senza alcun coordinamento, per risolvere la questione. Purtroppo, però, nessuna risposta giunge dalle Amministrazioni competenti. E tutto ciò nonostante la FP CGIL abbia inoltrato ben due richieste di incontro al presidente della Regione, agli Assessori Valenti e Buonafede ed al Sindaco di Lipari. Il Prefetto di Messina è stato direttamente interessato dalla FP CGIL per la costituzione di un tavolo tecnico presso la Prefettura con tutti gli attori della vertenza e si rimane in attesa di convocazione”.

Morosito