Upea, Trieste nel mirino. Diretta su AM

0
26

Per la ventiseiesima di Adecco Gold l’Orlandina sarà di scena a Trieste, occasione per Poz di tornare a casa. «Contro Trieste sarà una gara molto difficile – dichiara coach Gianmarco Pozzecco nella conferenza stampa pre gara – Non ho mai vinto contro loro da quando alleno. Abbiamo sofferto la loro freschezza e la loro intensità quest’anno, ci hanno battuto e hanno preso Wood qualche giorno dopo. Sarà una gara certamente complicata, ai ragazzi ho chiesto di regalare una soddisfazione a David». Tornerà a casa, infatti, anche l’assistant coach David Sussi. Oltre a Benevelli, il lungo italiano sta recuperando da un infortunio e non si è ancora aggregato al gruppo per gli allenamenti, si è fermato anche Nicevic: «Sandro ha avuto la febbre questa settimana e non si è praticamente mai allenato – continua Poz – ormai ci siamo abituati a questi incidenti banali, ma fastidiosi». Trieste ha un roster giovane, ma conta anche elementi esperti con trascorsi nella massima serie come Carra: «Marco, lo dico sinceramente, è stato un giocatore messo da parte troppo presto – conclude il coach – ho seguito la sua crescita perché giocavamo contro. Arrivato a Trieste sta continuando a fare bene e non mi stupisco perchè lui ovunque è andato ha fatto bene».

A disposizione dei giornalisti in sala stampa con il coach c’è Dominique Archie. L’ala americana ha saltato di fatto la coppa Italia per un problema alla caviglia, ma è tornato con Veroli in campionato dando il solito contributo in attacco e in difesa. «Sto bene – commenta Archie – non ho più tanto fastidio adesso, sto lavorando ancora però per recuperare la forza. All’andata non abbiamo fatto bene in casa, ma se giochiamo come sappiamo sono sicuro che non avremmo problemi. Penso che possiamo giocarcela con tutti, la cosa fondamentale è che stiamo bene fisicamente, non dobbiamo avere paura di nessuno se giochiamo da squadra». Dominique Archie è arrivato in Italia dal campionato romeno e gli è bastata qualche partita per stupire appassionati e addetti ai lavori. «Non so perché io sia arrivato adesso e non prima in Italia, ma è stato bellissimo lo stesso – continua Archie – In Romania il campionato è abbastanza simile al nostro, anche qualitativamente è paragonabile al nostro, ma molti che giocano qua non potrebbero giocare li. Mi fa piacere che mi stiano prendendo in considerazione in tanti, ma io vado in campo per vincere e non per impressionare qualcuno». Oltre alle grandi prestazioni con la canotta dell’Upea, qualche settimana fa anche la gioia di diventare padre qui in Sicilia: «La mia vita dopo la nascita di Jordan? Dormo di meno, ma sono felicissimo».