Il “mese in rosa” e il femminicidio

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I numeri non sembrano essere allarmanti ma l’attenzione rimane alta. Capo d’Orlando, storicamente, è sempre stato un centro di elevata emancipazione femminile ma, purtroppo i fenomeni di violenza fisica e psicologica sulle donne rimangono sempre in agguato.
A snocciolare le cifre, ma soprattutto a rivolgersi direttamente alle donne affinché trovino sempre il coraggio di denunciare è la comandante della Polizia Municipale, Maria Teresa Castano, che ha utilizzato l’incontro  “Se questo è amore” organizzato nell’ambito del “Mese in rosa” dall’assessorato Pari Opportunità e dalle associazioni “Recitando e Parolando” e il “Il Dado Magico” e dedicato proprio sulla violenza sulle donne e in particolar modo la violenza da parte di mariti, compagni o ex, maltrattamenti che il più delle volte esplodono tra le mura domestiche.
Purtroppo un fenomeno sempre più diffuso, come dimostra il fatto che nel 2013,a  livello nazionale, le richieste di aiuto di donne vittime di stalking sono aumentate di circa il 10% mentre le vittime di femminicidio sono state 103.
“A Capo d’Orlando- ha spiegato la Castano- sono noti, anche perché se ne sono ampiamente occupata la stampa, due episodi che hanno avuto bisogno dell’intervento delle forze dell’ordine. Si è trattato di due vicende di violenza maturate nel degrado di alcuni contesti familiari e risolti grazie anche all’intervento di psicologo e assistente sociale che operano per conto del comune”.
“Per il resto- ha aggiunto – la comandante  della Polizia Municipale siamo a conoscenza di sei casi, negli ultimi tre anni di stalking. La singolarità è che si tratta soprattutto di vicende che vengono denunciate da straniere che vivono ed operano nel nostro comune e che subiscono le pressioni da parte di uomini (spesso di ceti sociali medio alti) con i quali hanno avuto relazioni che poi si chiudono. Infine, e questo è un aspetto singolare, nonostante non ci sia denuncia, stiamo seguendo anche il caso di un uomo che subisce stalking da parte di una donna.”
Ma la comandante punta l’indice anche su casi di violenza sulle donne che sono molto più subdoli. “Tante giovani- dice- vengono quasi indotte a ricorrere alla chirurgia plastica o a diete drastiche per seguire modelli che sono inaccettabili imposti dalla moda e dai media”. “Purtroppo- conclude- nella nostra zona manca un centro di ascolto o un telefono antiviolenza. Però come comune mettiamo a disposizione un ufficio servizi sociali in cui operano psicologi e assistenti sociali che svolgono una grande opera ed al quale possono e devono rivolgersi donne che subiscono in silenzio”.