Canali, procedimento estinto

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Aveva offeso la reputazione di alcuni colleghi e avvocati, e leso la propria immagine di magistrato. Con queste accuse Olindo Rinaldo Canali, già Pm a Barcellona Pozzo di Gotto e poi giudice al Tribunale di Milano, è finito davanti alla sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura che però ha dichiarato estinto il procedimento per decadenza, a causa del ritardo della Procura generale della Cassazione nell’avvio dell’azione a suo carico, partita a oltre due anni dai fatti contestati. Nel gennaio del 2006, in un memoriale, Canali, che aveva svolto funzioni inquirenti nel processo per l’omicidio del giornalista Beppe Alfano e requirenti nel processo ‘Mare nostrum’, aveva messo in dubbio l’attendibilità di Maurizio Bonaceto, collaboratore ritenuto decisivo per la condanna di Giuseppe Gullotti e Antonino Merlino per l’omicidio di Alfano. Nel memoriale, si legge nell’atto di incolpazione, Canali faceva “oscure allusioni” a fatti che il difensore di parte civile nel processo, l’avvocato Fabio Repici, “avrebbe appreso” ma “non avrebbe utilizzato”. E attribuiva a due colleghi magistrati del processo Mare nostrum, Emanuele Crescenti e Rosa Raffa, “motivazioni contrarie ai doveri di imparzialità e correttezza”.