La Cappella del Rosario e i segreti dei Templari

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Morosito

C’è devozione ma anche un antico mistero che sembra essere sempre più vicino ad essere svelato dietro gli intarsi e le sculture della antica cappella dedicata alla Vergine del Rosario che, dopo peripezie e spostamenti dovuti al terremoti e alluvioni, si può ammirare nella chiesa madre dei santi Filippo e Giacomo a Naso.
La cappella, realizzata nel 1615 è riconducibile a Bartolomeo Travaglia, figlio di scultori carraresi, giunto in Sicilia alla fine del ‘500. Guardano le pareti della cappella è come trovarsi di fronte a un’enciclopedia illustrata, un erbario o un bestiario medievale con simboli da leggere e interpretare. Al centro c’è l’effige della Madonna del Rosario che salvò la cristianità dai turchi musulmani durante la battaglia di Lepanto, circondata da episodi che illustrano i 15 misteri.
Un anno fa, dopo la ripulitura dei marmi ed il restauro del quadro della Madonna del Rosario, è stato pubblicato, dall’Arcipretura di Naso e con il contributo del Comune, il testo La cappella del Rosario: la ri-trovata identità della persona scritto da don Pio Sirna e Giovanna Calcerano. Un volume che punta proprio sui simboli, alcuni esoterici, esistenti sull’opera e che, negli ultimi mesi ha aperto un interessante dibattito circa il possibile passaggio del “Templari” da Naso.
A ridare forza a queste teorie è la rivista massonica “Sophia Arcanorum” che nell’ultimo numero trova affinità tra la cappella del Rosario e quella di Rosslyn, a sud di Edimburgo in Scozia.
La conchiglia simboleggiante la lettera “alfa”, la melagrana, il “nodo di Salomone” e soprattutto la “stella ad otto punte” (presenti a Naso) si fondono con altri intarsi comuni alla struttura scozzese come la tavola di “Ermete Trismegisto” ed i riferimenti alle “Madonne nere” al cui culto avrebbero contribuito proprio i Templari ai tempi delle crociate.