Olivarella non ci sta: «Padre Dario, non sei solo!».

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La comunità di Olivarella si stringe intorno a Padre Dario Mostaccio dopo il vile atto incendiario che ha colpito il sacerdote nella notte tra venerdì e sabato scorsi. Come si ricorderà, ignoti hanno appiccato il fuoco al Nissan Qashqai di proprietà del parroco della parrocchia Santa Maria Immacolata, parcheggiato a pochi passi dalla sua abitazione e dall’oratorio dedicato a Giovanni Paolo II, fortemente voluto dallo stesso Padre Dario e diventato un autentico punto di riferimento per giovani e non. Ieri sera, tornando a casa, il giovane sacerdote ha toccato con mano la solidarietà dei suoi ragazzi con uno striscione appeso proprio sul prospetto dell’oratorio. Il Consiglio Pastorale ha inoltre emesso un comunicato che di seguito riportiamo:

«Il Consiglio Pastorale, in tutte le sue rappresentanze, esprime solidarietà, profondo rammarico e vicinanza al proprio parroco, padre Dario Mostaccio, per il vile gesto intimidatorio ed offensivo subito nella notte dell’8 marzo 2014, in seguito all’incendio della sua autovettura. Vuole altresì cogliere l’occasione per manifestare vicinanza a tutta la comunità parrocchiale, affinché tale gesto non costituisca un freno alla volontà di costruire e progettare il domani di ciascuno di noi».

Inoltre, durante la funzione del sabato sera ed in tutte le funzioni in programma oggi sarà letto ai fedeli il seguente appello firmato “Da parte di tutta la comunità”:

«Cari parrocchiani, cari fratelli, la scorsa notte, la nostra comunità parrocchiale è stata vittima di un duro colpo. L’automobile di Padre Dario è stata incendiata davanti all’oratorio. Con queste poche righe, la nostra comunità, vuole esprimere solidarietà nei confronti del parroco, ma soprattutto sdegno nei confronti di un gesto così vile e vergognoso, che, colpendo la sua persona, ha colpito tutti noi: bambini, adolescenti, anziani e famiglie tutte. Attraverso quest’attacco è stato colpito sia il pastore che il suo gregge, ognuno di noi in prima persona è stato vittima di un duro attacco. L’unico nemico dell’uomo è l’uomo stesso e la scorsa notte ne abbiamo avuto la piena conferma. Le nostre giornate sono ormai scandite da notizie di episodi di cattiveria, invidia, viltà, meschinità e crudeltà, che ci lasciano disarmati ed inermi. Questa volta però il sentimento che prevale in assoluto è lo sconcerto, proprio perché l’accaduto è stato vicino e particolarmente sentito da parte di tutti. Ma lo sconcerto non è per noi motivo di sconforto, bensì punto di partenza. Lo sdegno e la rabbia devono diventare voglia di andare avanti e di combattere. Noi parrocchiani non possiamo e non vogliamo rimanere in silenzio, dobbiamo lottare per noi e per il futuro della nostra comunità ormai cresciuta, dei nostri figli e del nostro paese. Non possiamo lasciarci intimidire dalla viltà di qualche mela marcia, dobbiamo piuttosto seguire l’esempio che il nostro Signore ci ha lasciato, reagendo al male con la preghiera e senza perdere la speranza nel domani. Come famiglia ci uniamo ancora di più e ci stringiamo attorno al nostro pastore. Per esprimere la nostra vicinanza ad un parroco e ad un amico abbiamo organizzato una veglia itinerante di preghiera che si svolgerà Domenica  9 marzo al termine della messa serale alle ore 18:45 con partenza dalla Chiesa di Olivarella. La comunità non è complice e non resta a guardare passivamente. Tutti noi abbiamo voglia di fare e di andare avanti.  “Riscoprite in colui che oggi considerate solo un nemico da abbattere, il vostro fratello, e fermate la vostra mano.” (Papa Francesco)

NON LASCEREMO CHE BRUCINO IL NOSTRO FUTURO!».

Infine, previsto stasera un corteo di solidarietà che partirà subito dopo la messa delle ore 18,00.

 

 

Morosito